BREVI DALL'EUROPA

CPV: UN VOCABOLARIO COMUNE UE PER GLI APPALTI PUBBLICI

Il CPV è un sistema di classificazione per standardizzare i riferimenti usati per descrivere l’oggetto dell’appalto nelle lingue ufficiali dell’UE. Le direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE sulle procedure di svolgimento di appalti dovranno essere modificate. La Commissione spera che il CPV si attui 6 mesi dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
La proposta di regolamento tiene conto delle evoluzioni tecnologiche e dei bisogni degli utenti. Introduce nuovi prodotti e servizi le cui acquisizioni sono in concorrenza. Tra i settori che copre: programmi e applicazioni informatiche, apparecchi medici, apparecchi per aeroporti e per il controllo aereo, articoli sportivi, strumenti musicali, servizi per l’ambiente, legati a internet e telecom senza filo. Per informazioni: http://ec.europa.eu/internal_market/publicprocurement/e-procurement_fr.htm#cpv

 

LA CARTA ITALIANA DEGLI AIUTI DI STATO A FINALITÀ REGIONALE 2007-2013

Con decisione del 28 novembre 2007 la Commissione europea ha approvato la carta italiana degli aiuti di Stato a finalità regionale per il periodo 2007-2013.
Il provvedimento, atteso da tempo, definisce le aree del Paese ammissibili alle deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c) del Trattato CE, nelle quali sono ammissibili gli aiuti concessi alle grandi imprese e sono consentite intensità di agevolazione maggiori per gli investimenti delle piccole e medie imprese. La definizione di tali aree consente altresì di applicare le maggiorazioni regionali previste, ad esempio, in strumenti agevolativi che fanno riferimento alla disciplina degli aiuti alle piccole e medie imprese.
La carta degli aiuti risulta così articolata:
Aree ammesse alla deroga 87,3,a:
Risultano ammissibili a tale deroga gli interi territori delle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.
Le intensità di aiuto previste sono le seguenti:

 

Grandi imprese

Medie imprese

Piccole imprese

Calabria

(fino al 31/12/2010)

40%

50%

60%

dal 01/01/2011 al 31/12/2013

30%

40%

50%

Campania, Puglia, Sicilia

tutto il periodo

30%

40%

50%

Basilicata

(fino al 31/12/2010)

30%

40%

50%

dal 01/01/2011 al 31/12/2013 (deroga 87,3,c)

20%

30%

40%

Per quanto riguarda la Basilicata, lo status della Regione sarà oggetto di revisione nel 2010; le intensità sopra indicate per il periodo 2011-2013 (ed il passaggio ad area 87,3,c) saranno applicate laddove si riscontri un PIL pro-capite superiore al 75% della media UE-25 (in caso contrario saranno mantenute le intensità indicate per il periodo 2007-2010).
Aree ammesse alla deroga 87,3,c:
Per quanto riguarda la mappa delle aree 87,3,c) l'articolazione si presenta particolarmente complessa, dovendo considerare la situazione della Sardegna, uscita dalla deroga 87,3,a) e il drastico taglio di popolazione ammissibile alla deroga rispetto al precedente periodo 2000-2006 (per le aree del centro-nord - senza considerare la Sardegna - la popolazione coperta dalla deroga passa da 5,746 milioni di abitanti del periodo precedente a 630 mila abitanti).
Sono ammissibili alcuni Comuni (o parte di essi) della Sardegna e delle Regioni del centro-nord, con le seguenti intensità di aiuto:

 

 

Grandi imprese

Medie imprese

Piccole imprese

Sardegna

(fino al 31/12/2010)

25%

35%

45%

dal 01/01/2011 al 31/12/2013

15%

25%

35%

Abruzzo

15%

25%

35%

Emilia-Romagna

10%

20%

30%

Friuli-Venezia Giulia

15%

25%

35%

Lazio

(alcune zone)

15%

25%

35%

(alcune zone)

-

25%

35%

(alcune zone)

10%

20%

30%

(alcune zone)

-

20%

30%

Liguria

10%

20%

30%

Marche

-

20%

30%

Molise

15%

25%

35%

Piemonte

10%

20%

30%

Toscana

-

20%

30%

Umbria

-

20%

30%

Valle d'Aosta

10%

20%

30%

Veneto

10%

20%

30%

Sono inoltre inserite nella mappa alcune zone del centro-nord che erano ammesse alla deroga nel periodo precedente e che non sono confermate nel periodo attuale; tali zone possono beneficiare della deroga a titolo transitorio fino al 31/12/2008, con una intensità di aiuto pari al 10% per le grandi imprese, al 20% per le medie e al 30% per le piccole.