DAL PARLAMENTO EUROPEO
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BRUXELLES - SESSIONE 24 - 25 FEBBRAIO 2010
APERTURA SESSIONE |
Dando inizio ai lavori, il Presidente ha espresso le condoglianze del Parlamento alle famiglie delle vittime dell'incidente ferroviario in Belgio e delle inondazioni di Madeira. Ha poi dato il benvenuto al Presidente del Consiglio europeo, von Rompuy, per la prima volta in Aula, nonché a una delegazione bielorussa guidata da Alexander Milinkevich. All'ordine del giorno sono aggiunti dei dibattiti sulla situazione in Bielorussia, sulla sicurezza delle ferrovie e sull'inondazione di Madeira.
Dichiarazioni del Presidente Buzek
Aprendo la sessione, il Presidente JERZY BUZEK ha augurato il benvenuto al Presidente del Consiglio europeo, Herman von Rompuy, per la prima volta presente in Aula per il dibattito riguardo al Seguito del Vertice informale dell'11 febbraio 2010 e per illustrare il suo programma.
Buzek ha poi espresso le condoglianze del Parlamento alla famiglia di Claudia Candeago, la funzionaria della Direzione generale delle Comunicazione del Parlamento europeo deceduta nel recente incidente ferroviario alle porte di Bruxelles. Ha rivolto anche un omaggio alle vittime dell'inondazione di Madeira. L'Aula ha quindi osservato un minuto di silenzio.
Il Presidente, in seguito, ha salutato una delegazione bielorussa guidata dal leader dell'opposizione democratica, nonché vincitore del Premio Sacharov 2006, Alexander Milinkevich.
Buzek ha quindi annunciato all'Aula che la dichiarazione scritta "sul trasporto di cavalli da macello nell'Unione europea" è stata sottoscritta dalla maggioranza dei deputati e quindi, dopo la sua iscrizione nel processo verbale (con i nomi dei firmatari), diventa una posizione ufficiale del Parlamento europeo.
CONSIGLIO EUROPEO |
CRISI IN GRECIA E STRATEGIA UE 2020
Dichiarazioni del Consiglio e della Commissione su UE 2020 - Seguito del Consiglio europeo informale dell'11 febbraio 2010
I deputati hanno discusso i risultati del summit informale tenutosi lo scorso 11 febbraio a Bruxelles. I leader dell'UE, impegnandosi a aiutare la Grecia ad affrontare la crisi finanziaria che la colpisce, hanno anche chiesto al governo greco di adottare misure efficaci per ridurre il deficit di bilancio di quattro punti percentuali entro il 2010.
Il Consiglio europeo ha inoltre discusso il nuovo piano per la crescita e l'occupazione e la strategia UE 2020. Una risoluzione verrà votata durante la sessione plenaria di marzo.
Nel dibattito è intervenuto MARIO MAURO (PPE-I) Presidente della Delegazione italiana del Popolo della Libertà nel Gruppo del PPE:
"Signora Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente del Consiglio, forse lei non sarà troppo conosciuto, come sostiene l'onorevole Farage, ma io so che i suoi ideali sono profondamente radicati nella tradizione e nella cultura europea e per questo la stimo e la rispetto.
Mi consenta proprio per ciò di commentare il suo intervento di grande razionalità traendo un paragone dal mondo del calcio. La visione che lei ha del suo ruolo mi sembra simile a quella di un mediano, di un centrocampista che ha il compito di portare ordine nel gioco di una squadra che, dopo il cambiamento delle regole voluto dal trattato di Lisbona, può trovare più faticoso fare goal, cioè raggiungere i propri obiettivi.
Alla luce di questo esempio, io credo che al Parlamento spetti rischiare più degli altri giocatori, essere come un fantasista che continuamente inventa il gioco traendo spunto dalle nuove regole per aumentare la capacità offensiva della squadra e mettere il nostro ipotetico centravanti, cioè la Commissione Barroso, in grado di segnare.
Cosa succederà se non daremo seguito a questa impostazione, che io profondamente condivido? Succederà che ci chiuderemo in difesa e faremo autogoal contro gli interessi dei nostri concittadini.
Proprio per questa ragione, signor Presidente, le chiedo di sostenere il nuovo protagonismo del Parlamento e di non vederlo come un ostacolo, ma come un'opportunità. Siamo tutti insieme chiamati a una circostanza storica, a un ruolo storico, a un compito storico, e sono certo che lei è l'uomo giusto per guidarci."
RELAZIONI ESTERNE |
CONFLITTO A GAZA: I DEPUTATI DISCUTONO L'ATTUAZIONE DELLA RELAZIONE GOLDSTONE
Dichiarazioni del Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza sull'Attuazione delle raccomandazioni di Goldstone su Israele/Palestina.
Il Parlamento ha discusso la relazione della missione esplorativa dell'ONU sul conflitto di Gaza, guidata dall'ex giudice sudafricano Richard Goldstone, e la reazione da parte israeliana e palestinese alle proposte delle Nazioni Unite.
Qualche giorno fa, il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha informato l'Assemblea generale di non poter determinare con certezza se israeliani e palestinesi siano in grado di venire incontro alla sua richiesta di istituire investigazioni credibili sugli eventi accorsi durante l'operazione Piombo Fuso.
In una risoluzione approvata lo scorso 5 novembre (risoluzione 64/10), l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha chiesto al suo Segretario generale di riferire, entro tre mesi, sulla risposta alla richiesta a israeliani e palestinesi di intraprendere "investigazioni che siano indipendenti, credibili e in conformità con gli standard internazionali sulle gravi violazioni del diritto umanitario e internazionale". Nella sua relazione del 4 febbraio, Ban Ki-moon ha spiegato di non essere sicuro che Israele o i palestinesi abbiano risposto positivamente alle richieste dell'Assemblea generale. "È la mia sincera speranza che la risoluzione 64/10 dell'Assemblea generale sia servita a incoraggiare investigazioni del governo israeliano e di quello palestinese", ha detto il Segretario generale. Una risoluzione sarà votata dalla plenaria nella sessione di marzo.
Nel dibattito è intervenuto GABRIELE ALBERTINI (PPE-I) Presidente Commissione Affari esteri:
"Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'opinione pubblica è divisa sul rapporto Goldstone.
In particolare le forze armate israeliane vengono accusate di aver deliberatamente provocato la morte di numerosi civili durante le operazioni di guerriglia urbana. Si tratta di un'accusa molto seria, che sembra ignorare alcuni innegabili fatti, quali la distribuzione di volantini lungo tutta l'area di guerra per spiegare che le abitazioni contenenti armi e munizioni avrebbero potuto essere colpite e gli avvertimenti telefonici e via radio, anche sulle frequenze di Hamas, prima di attaccare strutture di edifici individuati come depositi di armi.
È stata inoltre utilizzata la tecnica del cosiddetto "knock the roof ": se dopo tutti questi avvertimenti l'aviazione avesse segnalato ancora edifici pieni di gente, si sarebbero lanciate piccole cariche esplosive, più che altro rumorose, che sarebbero servite a far evacuare in fretta le strutture.
L'esercito israeliano ha introdotto segnali di avvertimento per i civili di Gaza che nessun altro aveva messo in pratica prima. Chi utilizza tutte queste precauzioni non può in alcun modo essere accusato di mirare deliberatamente ai civili.
Ieri, nella stessa giornata, ho incontrato due grandi personaggi politici: nella mattinata il Ministro degli esteri israeliano Lieberman e in serata il Presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen. In entrambi i casi l'incontro è stato sereno e disteso, nell'auspicio che finalmente si abbandonino le armi verso un percorso di pace dopo lotte che durano ormai da troppi decenni.
L'Europa, com'è stato chiesto anche dai due governi, deve mantenere il suo equilibrato ruolo di giudice imparziale, al riparo da prese di posizione ideologiche che potrebbero solo esacerbare gli animi degli uni e degli altri."
L'Assemblea ha inoltre approvato la seguente risoluzione:
BILANCIO |
PIÙ RISORSE PER FAR FRONTE ALLE NUOVE COMPETENZE DEI DEPUTATI
Doc. A7-0017/2010
Risoluzione sullo stato di previsione delle entrate e delle spese relativo al bilancio rettificativo n. 1/2010 (Sezione I - Parlamento europeo)
Il Parlamento ha approvato questo giovedì il finanziamento di 150 nuovi posti al Parlamento europeo e un aumento della dotazione di bilancio per l'assunzione di assistenti per i deputati. In considerazione dell'aumento dei poteri e dei compiti derivanti dal Trattato di Lisbona, si è reso necessario personale supplementare per i gruppi politici del Parlamento, per la sua amministrazione e per coadiuvare il lavoro dei deputati.
Costi e finanziamenti
Il costo totale dei nuovi "posti di Lisbona" ammonterebbe a 13,4 milioni di euro, che rappresenta lo 0,8% del bilancio del Parlamento per il 2010, pari a un totale di 1,6 miliardi di euro. A titolo di compensazione, il Parlamento ha deciso di tagliare la sua riserva interna per gli immobili di 4 milioni di euro, in modo da non sforare il margine del 20% che si era prefisso per le spese amministrative di tutte le istituzioni dell'Unione.
Con queste misure supplementari, ma anche a seguito di precedenti allargamenti e all'entrata in vigore dello statuto unico per i deputati (i loro stipendi sono pagati dal bilancio del Parlamento europeo e non più dai governi nazionali) il bilancio del Parlamento è ormai giunto ai suoi limiti. Il voto di oggi non rappresenta la decisione finale. La risoluzione dovrà essere ripresa in una proposta formale di bilancio da parte della Commissione, che deve essere successivamente approvata sia dal Consiglio sia dal Parlamento.
Nuovo personale
Il voto del Parlamento, prevede l'assunzione di altri 75 funzionari e l'aggiunta di 75 posti per il personale dei gruppi politici. Il bilancio per l'assunzione di assistenti, che è gestito dai servizi amministrativi del Parlamento e non pagato dagli stessi parlamentari, verrà incrementato di 1.500 euro mensili per ogni deputato. Essi saranno quindi in grado di assumere più personale oppure personale più qualificato per aiutarli a far fronte alle loro nuove competenze legislative.
La maggior parte dei funzionari - 70 in totale - dovrebbe andare a rafforzare il personale delle commissioni parlamentari, dove viene esaminata tutta la normativa prima del suo passaggio in Plenaria. I nuovi funzionari serviranno per affrontare le nuove competenze del Parlamento, in particolare in materia di agricoltura, giustizia e affari interni, finanza ed economia. Altri 5 funzionari saranno assunti per intensificare la cooperazione con i parlamenti nazionali che, con l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, svolgono un ruolo più importante.
Rispettare la regola del "20%"
Dal 1988, il Parlamento ha limitato il suo bilancio di funzionamento al 20% del bilancio amministrativo totale dell'Unione. Il Parlamento utilizza come base di riferimento le prospettive finanziarie (note anche come quadro finanziario pluriennale - QFP), il bilancio pluriennale dell'Unione europea. La quota del Parlamento per il totale del bilancio amministrativo dell'Unione passerebbe dal 19,87% al 19,99%.
Sebbene nel 1988 il tetto del 20% fosse stato fissato a condizione che non tenesse conto di eventuali allargamenti o della possibile entrata in vigore di uno statuto unico per i deputati, il Parlamento è finora riuscito a mantenere il suo bilancio amministrativo al di sotto del 20% del totale UE, anche se il numero dei suoi Stati membri nel frattempo è cresciuto da 12 a 27 e il numero dei deputati è passato da 434 a 736 e presto raggiungerà i 754, e nonostante sia ora il Parlamento a pagare i loro stipendi e non più gli Stati membri.
Qual è la prossima tappa?
La Commissione europea, che è l'unica istituzione dell'Unione che può proporre bilanci rettificativi, entro breve dovrebbe presentare una proposta di modifica del bilancio del Parlamento per il 2010. Questa proposta dovrebbe successivamente essere approvata dal Consiglio e dal Parlamento nel mese di aprile.
PESCA |
POLITICA COMUNE DELLA PESCA: RIFORMA RADICALE E MAGGIORI FONDI
Doc. A7-0014/2010
Risoluzione sul Libro verde sulla riforma della politica comune della pesca
Una riforma radicale e maggiori fondi per il settore della pesca UE, tenendo conto delle specificità regionali e con un occhio di riguardo per la pesca artigianale e costiera. E' quanto chiede il Parlamento, sollecitando anche un'efficace politica di non-rigetto in mare del pescato, il sostegno all'acquacoltura di qualità, una maggiore informazione dei consumatori e la tracciabilità dei prodotti, anche importati. Vanno anche sviluppate le organizzazioni interprofessionali e le vendite dirette.
Approvando con 456 voti favorevoli, 50 contrari e 65 astensioni la relazione sul libro verde della Commissione relativo alla riforma della politica comune della pesca (PCP), il Parlamento rileva anzitutto "l'importanza strategica" di questo settore per suo rilevante contributo "in termini di benessere socioeconomico delle comunità costiere, sviluppo locale, occupazione, conservazione e creazione di attività economiche a monte e a valle, rifornimenti di pesce fresco e conservazione delle tradizioni culturali locali".
I deputati chiedono quindi una "riforma radicale" della politica della pesca per evitare il rischio di "ritrovarsi senza risorse ittiche e senza industria della pesca al momento della prossima riforma". Ricordano, peraltro, che il principale obiettivo della PCP "deve essere di garantire il futuro "tanto delle risorse quanto dei pescatori" e sottolineano che la salvaguardia della sopravvivenza della pesca e la conservazione della sostenibilità degli ecosistemi marini "non sono obiettivi inconciliabili".
Ritenendo poi che il processo di riforma della PCP debba concludersi all'inizio del 2011, i deputati rilevano che, con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona, il Parlamento "non è più soltanto un organo consultivo ma diventa colegislatore nel settore della pesca, condividendo il potere decisionale con il Consiglio, tranne in materia di fissazione di TAC e quote".
Il Parlamento ritiene inoltre che le risorse finanziarie da negoziare nell'ambito del nuovo quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 "debbano comprendere una dotazione finanziaria maggiore per la PCP", e respinge "ogni tentativo di rinazionalizzare i costi della PCP". A suo parere, occorre poi "garantire un accesso più agevole" agli strumenti finanziari dell'UE e chiede "con insistenza" che sia articolata una strategia di sostegno finanziario "agli operatori professionali della pesca che potrebbero veder ridotta la loro attività o perdere il posto di lavoro in seguito all'adattamento delle capacità di pesca alle disponibilità di risorse alieutiche o a piani di ricostituzione delle risorse".
In generale, il Parlamento sostiene un sistema di gestione per il settore della pesca che si discosti dall'approccio verticale tradizionale (top-down), puntando invece sul principio della regionalizzazione e della sussidiarietà (decentramento a livello orizzontale). Respinge quindi "fermamente" ogni tentativo inteso ad adottare un modello comunitario unico di gestione della pesca e chiede invece che "si tenga debitamente conto delle caratteristiche specifiche dei vari mari europei". Ma sottolinea anche l'esigenza di evitare di mettere a repentaglio la parità di opportunità tra i produttori nell'UE o l'armonizzazione delle condizioni di concorrenza.
Il Parlamento si dice favorevole a trattare in modo differenziato la pesca di altura e quella a carattere più artigianale. Sollecita quindi la Commissione a lavorare "in vista di un modello distinto, chiaramente definito, liberale, de-burocratizzato e semplificato" per la gestione della pesca artigianale e costiera. Andrebbero poi istituiti programmi comunitari specifici di sostegno alla piccola pesca costiera e artigianale e alla pesca di molluschi, anche per ottenere un maggiore accesso ai mercati e aumentare il valore dei prodotti. Al contempo l'attuale FEP e i futuri fondi strutturali devono continuare a sostenere il rinnovo e l'ammodernamento dei pescherecci, in particolare per quanto riguarda la piccola pesca costiera e artigianale.
I deputati sollecitano la Commissione a esaminare la possibilità di adottare nuovi modelli di gestione della pesca, "che siano complementari al sistema di TAC e quote", anche per agevolare l'introduzione della politica di non-rigetto in mare e favorire "un adattamento più flessibile della flotta allo stato effettivo delle risorse nella loro diversità e distribuzione". Ritengono inoltre che un meccanismo di gestione basato sullo sforzo di pesca permetterebbe di sviluppare un'efficace politica di non-rigetto e di semplificare le attuali procedure amministrative e di controllo. Occorrerebbe anche creare un Fondo per il disarmo, "quale soluzione efficace e a breve termine ai problemi di eccesso di capacità".
D'altro canto, i deputati ritengono essenziale che, in caso di periodi di riposo biologico per la flotta al fine di preservare gli stock ittici, "si tenga debitamente conto anche dell'industria conserviera, che non dispone di fonti alternative di approvvigionamento delle specie interessate da dette misure".
Il Parlamento chiede anche di rafforzare la protezione e la competitività dell'acquacoltura comunitaria "con un sostegno forte e continuo alla ricerca e allo sviluppo tecnologico, il miglioramento dell'assetto delle zone costiere e dei bacini idrografici". Vanno quindi sostenuti gli investimenti in nuove tecnologie dell'acquacoltura piscicola off-shore e d'acqua dolce, sostenendo in via prioritaria il miglioramento della sostenibilità ambientale. Nel chiedere incentivi a favore dell'acquacoltura biologica e di iniziative volte ad incrementare l'efficienza degli impianti di piscicoltura, sollecita finanziamenti alle imprese di acquacoltura "a prescindere dalle loro dimensioni".
Lo sviluppo sostenibile dell'acquacoltura, per i deputati, deve anche promuovere la produzione di "prodotti di qualità superiore" attraverso norme sanitarie migliorate, standard elevati in materia di benessere animale e un elevato livello di protezione dei consumatori. In proposito, sollecitano la Commissione ad accrescere le informazioni rivolte ai consumatori sull'origine e la qualità dei prodotti della pesca, tramite un monitoraggio rigoroso e una "tracciabilità completa", dall'ottenimento della materia prima alla commercializzazione del prodotto finito, sia per la vendita di catture fresche che di prodotti trasformati derivanti da attività di pesca o dall'acquacoltura.
In materia di politica commerciale, il Parlamento sottolinea anche la necessità di assicurare la tracciabilità dei prodotti importati e la loro conformità ai medesimi requisiti sanitari, ambientali e sociali dell'UE. Inoltre, chiede di impedire che nuove concessioni a livello della protezione esterna "non vanifichino o compromettano gli sforzi per garantire sbocchi alla produzione comunitaria a prezzi sufficientemente remunerativi". I nuovi accordi di pesca con paesi terzi dovrebbero quindi essere oggetto di una valutazione complessiva, "sulla base di criteri definiti dal Parlamento europeo". Occorre poi adoperarsi per evitare di aggravare la dipendenza dell'UE dalle importazioni da paesi terzi e garantire, invece, la promozione esterna dei suoi prodotti quali le conserve di pesce, "in particolare ... finanziandone la presentazione a concorsi e fiere internazionali". Quale primo importatore mondiale, l'UE dovrebbe anche dare priorità alla lotta contro la pesca illegale.
Il Parlamento ritiene infine necessario creare raggruppamenti interprofessionali nel settore della pesca, con la partecipazione di proprietari, lavoratori, trasformatori, intermediari, ecc.. Considera inoltre necessario ridurre il numero di intermediari nella filiera tra produttore e consumatore ed incentivare e sostenere tutte le attività di vendita diretta o di commercializzazione da parte del produttore idonee ad accorciare la filiera. Occorre inoltre creare meccanismi "per promuovere la concentrazione dell'offerta".
Nel dibattito è intervenuto, per iscritto, VITO BONSIGNORE (PPE-I) Vicepresidente del Gruppo PPE:
"Ci complimentiamo anzitutto con la relatrice Maria do Céu Patrão Neves per l'ottimo lavoro fin qui svolto e per il risultato positivo del voto. Auspichiamo che il Libro verde, che giungerà presto in commissione, sia preludio di un celere arrivo in aula del Libro bianco. L'Europa è da sempre attenta al settore ittico. Riteniamo, tuttavia, fondamentale prevedere maggiori investimenti nella ricerca scientifica, specialmente nel settore della pesca, anche all'interno del prossimo Programma quadro. Consideriamo altresì fondamentale un incremento culturale nel settore delle regole attraverso una maggiore flessibilità del sistema delle quote e una maggiore responsabilità in materia di controllo e di stock. Auspichiamo inoltre più intensi partenariati con i paesi terzi, al fine di contrastare la pesca illegale, e maggiori collaborazioni con i paesi del Mediterraneo, affinché si possa regolamentare in maniera più incisiva la pesca all'interno di un mare come il Mediterraneo da sempre culla di differenti civiltà e culture. Infine, concordiamo con quanto previsto dall'articolo 23 in materia di ammodernamento, specialmente delle imbarcazioni artigianali, pur richiedendo maggiori dettagli in merito. In relazione agli articoli 62-63 relativi alla qualifica professionale degli operatori del settore, auspichiamo maggiori chiarimenti, soprattutto in relazione alla pesca artigianale che risulterebbe altrimenti la più penalizzata in caso di inasprimento delle norme di gestione delle flotte."
INDUSTRIA |
PROGETTI D'INVESTIMENTO RELATIVI AD INFRASTRUTTURE ENERGETICHE
Doc. A7-0016/2010
Risoluzione sulla proposta di regolamento del Consiglio sulla comunicazione alla Commissione di progetti di investimento nelle infrastrutture per l'energia nella Comunità europea e che abroga il regolamento (CE) n. 736/96
Il Parlamento europeo ha approvato, con 551 voti a favore, 24 contrari e 25 astensioni, la proposta della Commissione volta a rivedere l'attuale sistema di comunicazione dei progetti d'investimento nelle infrastrutture energetiche. Tale proposta mira in particolare a far si che la Commissione europea sia informata di tutti i progetti d'investimento futuri per poter seguire l'evoluzione dei progetti riguardanti infrastrutture energetiche ed intervenire per potenziarle laddove c'è bisogno.
La proposta ha un carattere meramente amministrativo, ma riveste notevole importanza relativamente alle indicazioni di natura e qualità attese dai futuri investimenti, in particoalre riguardo l'impatto ambientale di tali progetti d'investimento.
Nel dibattito è intervenuta AMALIA SARTORI (PPE-I):
"Signora Presidente, onorevoli colleghi, l'ottimo lavoro che ha svolto il collega Vălean sostiene ragionevolmente alcuni punti che condivido.
In primo luogo, l'esigenza di garantire un livello ottimale di sicurezza per i dati e le informazioni richiesti dalla proposta, ossia quei dati sensibili per gli operatori economici. In secondo luogo, l'esigenza di prevedere la possibilità di aggregare dati anche a un più ampio livello regionale, visto che quello nazionale a volte non è significativo. In terzo luogo, la notifica dovrebbe avere una finalità pratica, dovrebbe fungere da complemento all'analisi sullo sviluppo del sistema europeo del gas.
Per questo motivo, la Commissione dovrebbe essere tenuta a discutere le sue analisi con gli Stati membri e con gli operatori di settori, impegno che il Commissario si è assunto qui con noi.
Dobbiamo riuscire anche a evitare una duplicazione del lavoro che operatori, autorità nazionali di regolamentazione e Stati membri devono intraprendere per la definizione dei piani nazionali a tutela della sicurezza degli approvvigionamenti, con particolare riferimento all'infrastruttura del gas, oltre a garantire che, nel caso gli operatori decidano di cambiare i piani di investimento, essi non subiscano penalizzazioni di alcun genere.
Concludo portando l'attenzione sull'articolo 1, paragrafo 2, della proposta, dove si parla dei termini temporali della notifica. Occorre tener conto del fatto che molti progetti non superano la fase di progettazione. Il miglior risultato potrebbe essere quindi raggiunto se la notifica avvenisse solo per i progetti che hanno ottenuto le necessarie autorizzazioni e permessi o per quelli per i quali è stata presa una decisione finale di investimento."
Nel dibattito è intervenuto, inoltre, per iscritto, PAOLO BARTOLOZZI (PPE-I):
"Mi complimento con la Commissione europea per avere sottoposto al Consiglio la modifica del regolamento sui progetti di investimento nelle infrastrutture per l'energia nell'Unione europea.
La relazione arricchisce di significato e di attualità i contenuti per un duplice ordine di motivi. Il primo risiede nella trasparente informazione sulla sicurezza e riservatezza dei dati sensibili che la Commissione deve periodicamente ricevere per un'efficacie gestione della politica energetica. La relazione risulta attuale in linea con il trattato di Lisbona che riserva alla politica energetica un'attenzione particolare, rafforzando e coordinando i suoi modi d'essere nonché gli investimenti necessari al settore.
Se il Vertice di Copenaghen non ha soddisfatto i responsabili politici del pianeta significa che le linee da perseguire necessitano di un cambio di strategia. Il Parlamento europeo segue con particolare attenzione la problematica al fine di pilotare gli investimenti energetici in tema di costruzione, trasporto e stoccaggio dei relativi prodotti, per soddisfare le industrie produttrici e distributrici onde tutelare la salute del consumatore.
Il secondo motivo è che, essendo l'UE deficitaria di prodotti energetici e visto che la domanda interna cresce quotidianamente, parallelamente all'importazione, la politica energetica dell'UE deve concentrarsi sulla diversificazione, sulla sicurezza di fornitura e sull'efficienza energetica."
Nel dibattito è intervenuto, inoltre, per iscritto, SERGIO BERLATO (PPE-I):
"Signora Presidente, onorevoli colleghi, la proposta di regolamento sui progetti di investimento nelle infrastrutture per l'energia nella Comunità europea rappresenta uno strumento importante per promuovere efficacemente una politica energetica a livello europeo.
Condivido la ratio ispiratrice di questa proposta, ovvero la necessità di definire un quadro coerente e globale dello sviluppo di investimenti in infrastrutture energetiche nella Comunità che consenta alla Commissione di monitorare lo stato di sviluppo dei progetti d'investimento previsti nel settore dell'energia.
Il monitoraggio è certamente essenziale ai fini del conseguimento della trasparenza della politica seguita a sostegno dei progetti, ma a condizione che si riduca al minimo l'onere amministrativo a carico delle piccole e medie imprese, motore dell'economia dell'Unione europea.
Ritengo positivo il raggiungimento di un compromesso volto ad assicurare che i dati degli operatori del mercato siano ricevuti ed elaborati dalla Commissione garantendo la necessaria riservatezza. La realizzazione di progetti d'investimento in infrastrutture energetiche è fondamentale per dare attuazione a un mercato dell'energia liberalizzato e quindi competitivo.
A tal fine, chiedo alla Commissione di fornire periodicamente, sulla base dei dati raccolti, un'analisi sull'evoluzione strutturale del settore energetico, con l'obiettivo di identificare le esigenze di miglioramento del mercato e gli ostacoli che ne impediscono il funzionamento ottimale."
TRASPORTI |
SICUREZZA DELLE FERROVIE
Dichiarazione della Commissione sulla sicurezza delle ferrovie, compreso il sistema di segnalamento ferroviario europeo.
In seguito alle dichiarazioni della Commissione in merito alla sicurezza delle ferrovie, compreso il sistema di segnalamento ferroviario europeo, si è aperto un dibattito in Aula.
Nel dibattito è intervenuto ANTONIO CANCIAN (PPE-I):
"Signor Presidente, onorevoli colleghi, i recenti disastri ferroviari che hanno colpito l'Europa - il Belgio oggi, l'Italia ieri - ci impongono una riflessione sulle falle del sistema e sulle opportune misure di miglioramento delle prestazioni in termini di sicurezza. Ad esempio, stupisce pensare che l'Unione europea ha elaborato già nel 2000 un apposito sistema per il monitoraggio del traffico ferroviario - l'RTMS - e che tuttavia, a distanza di dieci anni, il sistema è stato adottato da pochissimi Stati membri. Ancora oggi esistono sul territorio dell'Unione europea più di venti sistemi di sicurezza ferroviari differenti ed è evidente come questo dia luogo a difficoltà, in particolare sulle tratte internazionali.
È vero che l'adeguamento delle infrastrutture ferroviarie e del parco circolante del sistema europeo implica delle valutazioni e degli adempimenti di natura tecnica ed economica che devono necessariamente essere gestiti dalle società del settore. Tuttavia, non possiamo fare a meno di rimarcare che la normativa comunitaria non fissa alcuna data per l'adeguamento delle linee nazionali al sistema RTMS e rimanda agli Stati membri la competenza di determinare le esigenze di attrezzature delle vetture circolanti. Sarebbe meglio imporre e fissare delle date, incentivare mediante investimenti e anzi toglierli a chi non si adegua ai progetti di infrastrutturazione o acquista rotabili che non usano questi sistemi. L'altro ragionamento è che non bisogna rallentare l'interoperabilità e la realizzazione del mercato interno. Oggi abbiamo un'agenzia nazionale indipendente per la sicurezza, che dovrebbe verificare l'adozione degli opportuni sistemi di sicurezza. Orbene, bisogna insistere affinché l'ottenimento delle certificazioni di sicurezza sia una precondizione per la concessione della licenza di esercizio. Ribadisco inoltre che, nell'ottica di un mercato ferroviario comune liberalizzato, vanno rafforzati al livello centrale i poteri dell'Agenzia ferroviaria europea nei controlli."
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