DAL PARLAMENTO EUROPEO
Tutti i documenti approvati sono disponibili
per n° di documento o per data di approvazione sul sito:
http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT
STRASBURGO - MINISESSIONE 07 - 08 OTTOBRE 2009
APERTURA SESSIONE |
APPELLO PER L'ABOLIZIONE DELLA PENA DI MORTE
Dando inizio ai lavori, il Presidente Buzek ha voluto ricordare l'impegno del Parlamento a favore di una moratoria mondiale sulla pena di morte e ha condannato il ricorso a tale pratica "disumana" in Bielorussia, Iran, Cina e Stati Uniti.
Il Presidente JERZY BUZEK ha ricordato che il 10 ottobre si è celebrata la Giornata internazione per l'abolizione della pena di morte che, dal 2007, coincide con la Giornata europea contro la pena di morte, "volta a manifestare la nostra risolutezza ed il nostro impegno a porre fine a questa pratica disumana e per compiere importanti passi avanti verso una moratoria globale, come ribadito sia nella risoluzione del Parlamento del 2007 sia nelle risoluzioni dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite".
In proposito, ha deplorato che in Europa vi è ancora un solo paese in cui si applica la pena di morte: la Bielorussia. Il Presidente ha poi condannato il continuo ricorso alla pena capitale in Iran e ha espresso preoccupazione per le sentenze capitali inflitte agli iraniani che hanno partecipato alle sommosse di giugno seguite alle elezioni presidenziali. Ha inoltre denunciato il ricorso alla pena capitale nei confronti dei minori in Iran, nel ventesimo anniversario della Convenzione dei diritti del fanciullo che vieta tale pratica.
Il Presidente si è poi detto preoccupato dagli ultimi avvenimenti in Cina, dove dodici persone sono state condannate a morte a seguito delle sommosse e della violenza etnica nella provincia dello Xinjiang. Sebbene siano stati perpetrati gravi crimini durante le sommosse dello scorso luglio, ha puntualizzato, "chiediamo alle autorità cinesi di garantire un processo equo e trasparente".
Infine, il Presidente ha espresso preoccupazione per le sentenze capitali e l'applicazione della pena di morte negli Stati Uniti, in particolare nello Stato dell'Ohio, dove diverse esecuzioni per iniezione letale sono state rimandate dopo diversi tentativi senza successo. Tali condanne devono essere stralciate dal codice o deve essere introdotta una moratoria perché queste pene capitali non vengano più eseguite. Ha quindi concluso ribadendo l'appello ad ogni Paese che applica la pena di morte affinché l'abolisca oppure stabilisca, nell'attesa della sua abolizione, una moratoria sulle sentenze di morte".
ISTITUZIONI |
QUESTION TIME A BARROSO: DAL TRATTATO DI LISBONA A TONY BLAIR I TEMI AFFRONTATI DAI DEPUTATI
Per la prima volta nella sua storia, il 20 ottobre 2009, il Parlamento ha tenuto un'ora di interrogazioni rivolte direttamente al Presidente della Commissione europea. Barroso ha prima risposto alle domande formulate dai rappresentanti dei gruppi politici incentrate essenzialmente sul trattato di Lisbona, sulla disoccupazione, sugli aiuti alla Opel e sul sostegno a Tony Blair. In seguito, ha replicato alle domande di singoli deputati sul tema della crisi finanziaria.
LIBERTÀ DI STAMPA |
LIBERTÀ D'INFORMAZIONE IN ITALIA E NELL'UE:
RESPINTE TUTTE LE RISOLUZIONI
Nessuna delle nove proposte di risoluzione sulla libertà d'informazione in Italia e negli altri Stati membri ha ottenuto la maggioranza necessaria per essere adottata. La votazione seguiva il dibattito in Aula tenutosi lo scorso 8 ottobre a Bruxelles.
I deputati hanno respinto due risoluzioni comuni: quella presentata da PPE, ECR ed EFD ha ottenuto 297 voti favorevoli, 322 contrari e 25 astensioni, mentre quella depositata da S&D, ALDE, Verdi/ALE e GUE/NGL ha riscosso 335 voti favorevoli, 338 contrari e 13 astensioni. Anche tutte le altre risoluzioni proposte dai singoli gruppi politici sono state respinte.
Più in particolare:
Nel tempo riservato alle dichiarazioni di voto è intervenuto CARLO CASINI (PPE-I) Presidente della Delegazione italiana UDC-SVP nel Gruppo del PPE e Presidente Commissione Affari costituzionali:
"Signor Presidente, prima di tutto prego voler correggere il mio primo e secondo voto, che volevano essere un voto di astensione che ho sbagliato invece, perché sono arrivato precipitosamente e ho sbagliato tasto. I primi due voti sono voti di astensione di tutta la giornata.
La dichiarazione è questa: c'è un grave peccato d'origine nell'iniziativa che ha portato all'odierno dibattito ed è un peccato già segnalato dal Presidente della Repubblica italiana. A questo peccato si è aggiunta la pretestuosità di scegliere, come occasione dell'attacco contro il Presidente del Consiglio italiano, la sua azione giudiziaria contro alcuni giornali, cosa che evidentemente è del tutto conforme allo Stato di diritto.
Noi quindi non abbiamo votato l'iniziativa dell'ALDE, della GUE, eccetera, ma non abbiamo votato neppure la mozione del Partito popolare europeo perché essa, meritevole di apprezzamento nella misura in cui salvaguarda la dignità italiana, dimentica totalmente un problema di equilibrio tra il potere mediatico e gli altri poteri dello Stato, che esiste in Europa e che è serio anche in Italia e che non riguarda soltanto la questione del conflitto d'interessi del Presidente del Consiglio in questo campo, ma anche altri problemi.
A livello nazionale d'altra parte il mio partito, l'UDC, contesta continuamente su questo la maggioranza. Credo che anche noi dobbiamo dare un segnale di adesione attraverso l'astensione."
AMBIENTE |
CONFERENZA DI COPENAGHEN SUL CAMBIAMENTO CLIMATICO
Dichiarazioni del Consiglio e della Commissione sul cambiamento climatico e paesi in via di sviluppo nell'ambito della Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico di Copenaghen.
Si è discusso di come aiutare i paesi in via di sviluppo a combattere i cambiamenti climatici nel quadro della Conferenza ONU di dicembre che dovrebbe portare alla creazione di un nuovo accordo sul clima in sostituzione di quello di Kyoto. Si è discusso, inoltre, di un finanziamento internazionale adeguato per coinvolgere e sostenere i paesi in via di sviluppo. Entro il 2020, probabilmente, i paesi in via di sviluppo dovranno affrontare costi annuali stimati intorno a 100 miliardi di euro per attenuare le loro emissioni di gas serra e per adeguarsi agli impatti di tale cambiamento. In una precedente proposta di risoluzione l'Aula aveva invitato la comunità internazionale ad aumentare in modo rilevante il proprio aiuto finanziario e sottolineato la responsabilità dei paesi industrializzati a fornire un aiuto finanziario e tecnico - sufficiente, sostenibile e prevedibile - ai paesi in via di sviluppo.
BILANCI |
PROGETTO DI BILANCIO GENERALE 2010
L'Aula ha approvato le due relazioni relative al progetto di bilancio generale 2010.
Il Parlamento ha proposto, in prima lettura, un aumento, rispetto alla proposta del Consiglio, degli stanziamenti di impegno a 141,7 miliardi di Euro e degli stanziamenti di pagamento a 127,5 miliardi di Euro.
L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti relazioni:
AFFARI COSTITUZIONALI |
IL FUTURO SERVIZIO DIPLOMATICO UE SOTTO LA VIGILANZA DEL PE
Doc. A7-0041/2009
Risoluzione sugli aspetti istituzionali della creazione del Servizio europeo per l'azione esterna
I deputati chiedono di essere coinvolti pienamente nell'istituzione del Servizio europeo di azione esterna previsto dal Trattato di Lisbona, ricordando i loro poteri di bilancio in materia. Propongono poi di formare delle "ambasciate dell'UE" unificando i servizi delle varie istituzioni europee nei paesi terzi e di creare una Scuola europea di diplomazia.
Con 424 voti favorevoli, 94 contrari e 30 astensioni, il Parlamento ha adottato la relazione sul Servizio europeo di azione esterna (SEAE) che sarà istituito con l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona. Il Servizio, che assisterà l'Alto Rappresentante dell'UE per gli affari esteri, sarà composto di funzionari della Commissione europea, del Consiglio e degli Stati membri.
Il Parlamento invita anzitutto la Commissione, il Consiglio, gli Stati membri e il prossimo Vice Presidente / Alto Rappresentante dell'UE a impegnarsi chiaramente per pervenire, con la partecipazione del Parlamento, "a un piano completo, ambizioso e consensuale per la creazione del SEAE". In merito all'organizzazione e al funzionamento del SEAE, si raccomanda che si giunga ad un accordo politico con il Parlamento in una fase precoce "per evitare di sprecare tempo prezioso in controversie politiche riguardanti la forma che il SEAE dovrà assumere dopo l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona".
D'altro canto, ricordando che l'istituzione del SEAE "deve prevedere anche un accordo sugli aspetti di bilancio", i deputati ribadiscono la loro determinazione "ad esercitare appieno i propri poteri di bilancio" e sottolineano che il Servizio "deve rimanere totalmente sotto il controllo dell'autorità di bilancio".
Delle "ambasciate" dell'UE e una scuola europea di diplomazia
Secondo il Parlamento, inoltre, le delegazioni della Commissione esistenti in paesi terzi, gli uffici di collegamento del Consiglio e, per quanto possibile, gli uffici dei rappresentanti speciali dell'UE, "dovrebbero essere unificati per formare 'ambasciate dell'Unione' ed essere diretti da funzionari del SEAE", che risponderebbero al Vice Presidente / Alto Rappresentante dell'UE. Il SEAE, peraltro, dovrebbe provvedere a che nelle delegazioni dell'UE figurino persone di collegamento per garantire la cooperazione con il Parlamento europeo (per esempio per promuovere i contatti parlamentari nei paesi terzi).
Le ambasciate dell'Unione in paesi terzi, d'altro lato, dovrebbero fornire "sostegno logistico e amministrativo ai membri di tutte le istituzioni dell'Unione". I deputati propongono poi di esaminare la misura in cui, laddove necessario, il personale delle ambasciate dell'Unione distaccato dai servizi consolari nazionali "possa assumere gradualmente, in aggiunta alle sue attività politiche ed economiche, funzioni consolari per i cittadini di paesi terzi e funzioni attinenti alla protezione diplomatica e consolare dei cittadini dell'Unione in paesi terzi".
Propongono anche di istituire una Scuola europea di diplomazia che fornisca una preparazione basata su programmi di studi armonizzati e uniformi, comprendenti una formazione adeguata nelle procedure di consolati e legazioni nonché in materia di diplomazia e relazioni esterne, da affiancare alla conoscenza della storia e del funzionamento dell'Unione europea.
Il servizio deve essere integrato nella struttura della Commissione
L'organizzazione e il funzionamento del SEAE saranno fissati da una decisione del Consiglio, che delibererà su proposta del Vice Presidente / Alto Rappresentante e dell'UE, previa consultazione del Parlamento e previa approvazione della Commissione. I deputati invitano la Commissione ad adoperarsi "con tutto il suo peso istituzionale ... per il mantenimento e l’ulteriore sviluppo del modello comunitario nel settore delle relazioni esterne dell'Unione".
Inoltre ritengono che, in quanto servizio sui generis da un punto di vista organizzativo e di bilancio, il SEAE debba essere integrato nella struttura amministrativa della Commissione. Visto che dovrebbe "migliorare la coerenza dell'azione esterna dell'Unione e la sua rappresentanza nelle relazioni esterne", al SEAE dovrebbero essere immediatamente trasferiti "soprattutto i servizi che si occupano di relazioni esterne in senso stretto". Al contempo, nei settori in cui la Commissione dispone di poteri di esecuzione "occorre preservare l'integrità delle attuali politiche comunitarie dotate di una dimensione esterna". In proposito, la Commissione, "cercando di evitare duplicazioni", dovrebbe proporre un modello specifico per i dipartimenti interessati.
Nel dibattito è intervenuto CARLO CASINI (PPE-I) Presidente della Delegazione italiana UDC-SVP nel Gruppo del PPE e Presidente Commissione Affari costituzionali:
"Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo prima di tutto di dover ringraziare il relatore che ha fatto un grandissimo lavoro e, in quanto Presidente della commissione affari costituzionali, devo ringraziare anche tutti i componenti della commissione e delle due commissioni che hanno espresso il parere, la commissione affari esteri e la commissione sviluppo, per il lavoro fatto, un lavoro velocissimo.
Infatti noi abbiamo cercato di preparare un documento, che io spero sia approvato, che possa essere presentato al Consiglio del 29 e 30 ottobre prossimo. Sappiamo bene che questa relazione non è una relazione definitiva, essa intende soltanto indicare alcune linee, un orientamento in qualche modo, al Consiglio e quindi all'Alto rappresentante che sarà nominato.
Sarà l'Alto rappresentante a elaborare un suo progetto di organizzazione che a sua volta di nuovo dovrà essere esaminato da noi. Quindi sono soltanto delle grandi linee che vengono presentate al nostro Parlamento. Sappiamo anche che il successo di questa operazione riguardante il Servizio di attività esterne è legato alla figura dell'Alto rappresentante, che dovrà essere in grado di organizzare e dirigere tutti quanti. Vogliamo, attraverso di lui, una politica estera coerente e unitaria. Sappiamo bene che ci sono dei problemi, è stato già indicato, ma i problemi ci sono per essere risolti, l'importante è che la bussola, l'indicazione, lo scopo sia chiaro.
La relazione Brok dà indicazioni interessanti in questo senso - devo essere breve perché finisce il tempo - intanto l'integrazione del Servizio nella struttura amministrativa della Commissione, la scelta di un ulteriore sviluppo del modello comunitario, l'indicazione, come del resto dice il Trattato di Lisbona, che il personale deve essere estratto sia dai Segretariati della Commissione che del Consiglio che delle delegazioni della Commissione stessa.
Due novità credo che meritino di essere sottolineate: le ambasciate dell'Unione, dirette da funzionari del Servizio europeo per l'azione esterna, che comprenderebbe anche le delegazioni della Commissione esistenti nei paesi terzi e gli uffici di collegamento del Consiglio con eventuale distacco di esperti provenienti dalle direzioni generali e, ancora, le basi sono state indicate per l'istituzione, ipotesi interessante, di un collegio diplomatico europeo.
Il mio tempo è scaduto, mi auguro soltanto che davvero questo rapporto venga approvato e venga approvato con larga maggioranza."
AGRICOLTURA |
CRISI DEL LATTE: IL PARLAMENTO DÀ IL VIA LIBERA A NUOVE MISURE
Doc. C7-0223/2009
Risoluzione sulla proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 1234/2007 recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM)
Il Parlamento ha dato il via libera all'adozione di misure volte ad aiutare il settore lattiero caseario a uscire dalla crisi. Si tratta, più in particolare, di conferire alla Commissione europea la facoltà di decidere tempestivamente interventi sul mercato, e di utilizzare a favore della ristrutturazione del settore parte delle multe pagate dagli allevatori per il superamento dei limiti di produzione.
Con 480 voti favorevoli, 109 contrari e 27 astensioni, il Parlamento ha appoggiato due nuove misure legislative presentate dalla Commissione lo scorso 19 ottobre. Queste proposte sono state avanzate in seguito all'adozione di una risoluzione, durante la sessione plenaria di settembre, in cui i deputati chiedevano di agire per affrontare i problemi incombenti sul settore lattiero-caseario.
Queste misure sono state presentate dalla Commissaria all'agricoltura Mariann Fischer Boel nel corso di una riunione straordinaria della commissione parlamentare.
D'altra parte, nel corso del voto sul bilancio generale dell'UE per il 2010, l'Aula ha confermato la proposta della commissione per i bilanci di assegnare 300 milioni di euro a un fondo speciale per il settore lattiero-caseario. L'adozione definitiva del bilancio è prevista nel corso della sessione di dicembre.
Più poteri per la Commissione per intervenire sul mercato
Il Parlamento ha sottoscritto la richiesta di consentire alla Commissione l'adozione rapida di contromisure in caso di gravi perturbazioni del mercato nel settore lattiero (articolo 186 dell'OCM unica). Questa facoltà per l'Esecutivo di poter rispondere a modifiche significative dei prezzi esiste già in altri settori agricoli, come quelli delle carni e dello zucchero. Approvando un emendamento del PPE, i deputati chiedono che tale misura abbia carattere temporaneo, fino all'aprile 2010.
La commissaria Fischer Boel aveva spiegato ai membri della commissione per l'agricoltura che tra le misure che potrebbero essere adottate in forza a queste nuove disposizioni figura lo stoccaggio privato per diversi prodotti, inclusi i formaggi, come chiesto con forza dal Parlamento lo scorso settembre.
Un nuovo sistema di quote per finanziare la ristrutturazione del settore
Una seconda proposta della Commissione intende assegnare agli Stati membri fondi supplementari per sostenere la ristrutturazione del mercato lattiero-caseario.
Attualmente, gli Stati membri hanno la facoltà di accordare un'indennità ai produttori che si impegnano ad abbandonare definitivamente una parte o la totalità della loro produzione lattiera. Qualora la produzione nazionale supera il limite fissato, gli allevatori che producono in eccesso rispetto alla propria quota sono tenuti a pagare una multa che gli Stati membri devono versare al bilancio comunitario. La modifica delle norme esistenti permetterebbe di calcolare il prelievo sulle eccedenze a carico dei produttori di latte in base alla quota nazionale previa detrazione delle quote individuali riscattate, a condizione che le quote liberate rimangano nella riserva nazionale nel corso dell'anno considerato.
Grazie a questo nuovo metodo di calcolo - applicabile solo fino all'aprile 2010 - si autorizzerebbero gli Stati membri a utilizzare per la ristrutturazione le entrate supplementari generate.
Queste misure dovranno ora essere confermate formalmente dal Consiglio dei Ministri.
Nel dibattito è intervenuto HERBERT DORFMANN (PPE-I):
"Herr Präsident! Geschätzte Frau Kommissarin! Es freut mich, dass Sie, Frau Kommissarin, nur wenige Wochen, nachdem dieses Haus eine Entschließung zur Milch verabschiedet hat, hier Maßnahmen vorlegen, um unseren Forderungen nachzukommen. Ich bin mit Ihrem Vorschlag, was den Artikel 186 betrifft, einverstanden, auch mit einer zeitlichen Begrenzung, die mir vernünftig erscheint. Ich bin auch für die von Ihnen vorgeschlagene differenzierte Gewährung der Quoten.
Mehr Perplexität hinterlässt bei mir der Vorschlag des Rückkaufs der Quoten. Sie haben selbst über Wochen und Monate gesagt, dass die derzeitige Krise nicht vom Quotensystem verursacht wurde, und insofern ist dieser Vorschlag des Rückkaufs für mich nicht ganz schlüssig. Abschließend möchte ich auch noch sagen, dass das noch nicht das Ende der Fahnenstange sein kann. Man muss weiterhin Maßnahmen ergreifen, gerade für die Milchwirtschaft in schwierigen Gebieten, in Berggebieten, wo es einfach keine Alternative zur Milchwirtschaft gibt."
(La traduzione in lingua italiana è stata fornita dalla segreteria dell'Eurodeputato)
"Signor Presidente, stimata Commissaria, mi fa piacere che Lei, Signora Commissaria, poche settimane dopo che il Parlamento ha approvato una risoluzione per il settore lattiero-caseario, sia qui per presentare delle misure per conformarsi alle nostre richieste. Sono d'accordo con la Sua proposta in relazione all'articolo 186, in particolare con il limite temporale, che sembra ragionevole. Io concordo anche per quanto riguarda la Sua proposta di concessione differenziata delle quote.
Più perplesso mi lascia, invece, la proposta di riacquisto delle quote. Lei ha affermato nel corso degli ultimi mesi e delle ultime settimane che la crisi attuale non è stata causata dal sistema delle quote, e che la presente proposta di riacquisto non è a mio parere coerente. Infine, vorrei aggiungere che questa misura non può essere la soluzione a tutti i problemi. Dobbiamo continuare ad adottare misure per il settore lattiero-caseario specialmente in zone difficili come quelle montane, dove semplicemente non c'è alternativa alla produzione lattiero-casearia."
L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti relazioni:
DIRITTI UMANI |
L'ONG RUSSA MEMORIAL VINCE IL PREMIO SACHAROV 2009
L'organizzazione per la difesa dei diritti umani in Russia Memorial è la vincitrice del Premio europeo per la libertà di pensiero 2009. L'organizzazione, rappresentata dagli attivisti Oleg Orlov, Sergei Kovalev e Lyudmila Alexeyeva, denuncia la repressione politica nei paesi dell'ex-Unione sovietica e lotta contro le violazioni dei diritti umani. La vittoria è stata annunciata stamattina dal Presidente del Parlamento Jerzy Buzek, il premio verrà consegnato il 16 dicembre a Strasburgo.
'Rompere il circolo vizioso di violenza e paura in Russia'"Attribuendo il premio di quest'anno a Oleg Orlov, Sergei Kovalev and Lyudmila Alexeyeva a nome di Memorial e di tutte le altre persone che lottano per la difesa dei diritti umani in Russia, speriamo di contribuire alla fine del circolo vizioso di paura e violenza che assedia i difensori dei diritti umani nella Federazione Russa" - ha dichiarato JERZY BUZEK proclamando la vittoria di Memorial davanti all'aula.
"Speriamo di far arrivare il nostro messaggio: gli attivisti della società civile devono essere dappertutto liberi di esercitare il loro diritto a pensare e a parlare! La libertà di espressione è necessaria alla verità". "Lasciatemi condividere anche la mia soddisfazione personale nel poter annunciare oggi questa vittoria. Per un uomo che viene da Solidarnosc, che ha visto la Polonia lottare per la verità, che ha assistito alla fine alla vittoria della libertà, questo è un grande momento".
L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti relazioni:
ALTRI DOCUMENTI APPROVATI |
RELAZIONI ESTERNE
GIURIDICA
SVILUPPO REGIONALE
INDUSTRIA
GIUSTIZIA E AFFARI INTERNI