DAL PARLAMENTO EUROPEO

 

Tutti i documenti approvati sono disponibili
per n° di documento o per data di approvazione sul sito:

http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT

 

STRASBURGO  -  SESSIONE  24 - 25 FEBBRAIO 2010

 

AFFARI COSTITUZIONALI

 

Dando inizio ai lavori, il Presidente ha espresso le condoglianze del Parlamento alle famiglie delle vittime dell'incidente ferroviario in Belgio e delle inondazioni di Madeira. Ha poi dato il benvenuto al Presidente del Consiglio europeo, von Rompuy, per la prima volta in Aula, nonché a una delegazione bielorussa guidata da Alexander Milinkevich. All'ordine del giorno sono aggiunti dei dibattiti sulla situazione in Bielorussia, sulla sicurezza delle ferrovie e sull'inondazione di Madeira.

 

Dichiarazioni del Presidente Buzek

 

Aprendo la sessione, il Presidente JERZY BUZEK ha augurato il benvenuto al Presidente del Consiglio europeo, Herman von Rompuy, per la prima volta presente in Aula per il dibattito riguardo al Seguito del Vertice informale dell'11 febbraio 2010 e per illustrare il suo programma.
Buzek ha poi espresso le condoglianze del Parlamento alla famiglia di Claudia Candeago, la funzionaria della Direzione generale delle Comunicazione del Parlamento europeo deceduta nel recente incidente ferroviario alle porte di Bruxelles. Ha rivolto anche un omaggio alle vittime dell'inondazione di Madeira. L'Aula ha quindi osservato un minuto di silenzio.

Il Presidente, in seguito, ha salutato una delegazione bielorussa guidata dal leader dell'opposizione democratica, nonché vincitore del Premio Sacharov 2006, Alexander Milinkevich.
Buzek ha quindi annunciato all'Aula che la dichiarazione scritta "sul trasporto di cavalli da macello nell'Unione europea" è stata sottoscritta dalla maggioranza dei deputati e quindi, dopo la sua iscrizione nel processo verbale (con i nomi dei firmatari), diventa una posizione ufficiale del Parlamento europeo.

 

 

CONSIGLIO EUROPEO

CRISI IN GRECIA E STRATEGIA UE 2020

Dichiarazioni del Consiglio e della Commissione su UE 2020 - Seguito del Consiglio europeo informale dell'11 febbraio 2010

I deputati hanno discusso i risultati del summit informale tenutosi lo scorso 11 febbraio a Bruxelles. I leader dell'UE, impegnandosi a aiutare la Grecia ad affrontare la crisi finanziaria che la colpisce, hanno anche chiesto al governo greco di adottare misure efficaci per ridurre il deficit di bilancio di quattro punti percentuali entro il 2010.

Il Consiglio europeo ha inoltre discusso il nuovo piano per la crescita e l'occupazione e la strategia UE 2020. Una risoluzione verrà votata durante la sessione plenaria di marzo.

 

 

RELAZIONI ESTERNE

 

CONFLITTO A GAZA: I DEPUTATI DISCUTONO L'ATTUAZIONE DELLA RELAZIONE GOLDSTONE

Dichiarazioni del Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza sull'Attuazione delle raccomandazioni di Goldstone su Israele/Palestina.

Il Parlamento ha discusso la relazione della missione esplorativa dell'ONU sul conflitto di Gaza, guidata dall'ex giudice sudafricano Richard Goldstone, e la reazione da parte israeliana e palestinese alle proposte delle Nazioni Unite.

Qualche giorno fa, il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha informato l'Assemblea generale di non poter determinare con certezza se israeliani e palestinesi siano in grado di venire incontro alla sua richiesta di istituire investigazioni credibili sugli eventi accorsi durante l'operazione Piombo Fuso.
In una risoluzione approvata lo scorso 5 novembre (risoluzione 64/10), l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha chiesto al suo Segretario generale di riferire, entro tre mesi, sulla risposta alla richiesta a israeliani e palestinesi di intraprendere "investigazioni che siano indipendenti, credibili e in conformità con gli standard internazionali sulle gravi violazioni del diritto umanitario e internazionale". Nella sua relazione del 4 febbraio, Ban Ki-moon ha spiegato di non essere sicuro che Israele o i palestinesi abbiano risposto positivamente alle richieste dell'Assemblea generale. "È la mia sincera speranza che la risoluzione 64/10 dell'Assemblea generale sia servita a incoraggiare investigazioni del governo israeliano e di quello palestinese", ha detto il Segretario generale. Una risoluzione sarà votata dalla plenaria nella sessione di marzo.

L'Assemblea ha inoltre approvato la seguente risoluzione:

 

BILANCIO

 

PIÙ RISORSE PER FAR FRONTE ALLE NUOVE COMPETENZE DEI DEPUTATI
Doc. A7-0017/2010

Risoluzione sullo stato di previsione delle entrate e delle spese relativo al bilancio rettificativo n. 1/2010 (Sezione I - Parlamento europeo)

Il Parlamento ha approvato questo giovedì il finanziamento di 150 nuovi posti al Parlamento europeo e un aumento della dotazione di bilancio per l'assunzione di assistenti per i deputati. In considerazione dell'aumento dei poteri e dei compiti derivanti dal Trattato di Lisbona, si è reso necessario personale supplementare per i gruppi politici del Parlamento, per la sua amministrazione e per coadiuvare il lavoro dei deputati.

Costi e finanziamenti
Il costo totale dei nuovi "posti di Lisbona" ammonterebbe a 13,4 milioni di euro, che rappresenta lo 0,8% del bilancio del Parlamento per il 2010, pari a un totale di 1,6 miliardi di euro. A titolo di compensazione, il Parlamento ha deciso di tagliare la sua riserva interna per gli immobili di 4 milioni di euro, in modo da non sforare il margine del 20% che si era prefisso per le spese amministrative di tutte le istituzioni dell'Unione.
Con queste misure supplementari, ma anche a seguito di precedenti allargamenti e all'entrata in vigore dello statuto unico per i deputati (i loro stipendi sono pagati dal bilancio del Parlamento europeo e non più dai governi nazionali) il bilancio del Parlamento è ormai giunto ai suoi limiti. Il voto di oggi non rappresenta la decisione finale. La risoluzione dovrà essere ripresa in una proposta formale di bilancio da parte della Commissione, che deve essere successivamente approvata sia dal Consiglio sia dal Parlamento.

Nuovo personale
Il voto del Parlamento, prevede l'assunzione di altri 75 funzionari e l'aggiunta di 75 posti per il personale dei gruppi politici. Il bilancio per l'assunzione di assistenti, che è gestito dai servizi amministrativi del Parlamento e non pagato dagli stessi parlamentari, verrà incrementato di 1.500 euro mensili per ogni deputato. Essi saranno quindi in grado di assumere più personale oppure personale più qualificato per aiutarli a far fronte alle loro nuove competenze legislative.
La maggior parte dei funzionari - 70 in totale - dovrebbe andare a rafforzare il personale delle commissioni parlamentari, dove viene esaminata tutta la normativa prima del suo passaggio in Plenaria. I nuovi funzionari serviranno per affrontare le nuove competenze del Parlamento, in particolare in materia di agricoltura, giustizia e affari interni, finanza ed economia. Altri 5 funzionari saranno assunti per intensificare la cooperazione con i parlamenti nazionali che, con l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, svolgono un ruolo più importante.

Rispettare la regola del "20%"
Dal 1988, il Parlamento ha limitato il suo bilancio di funzionamento al 20% del bilancio amministrativo totale dell'Unione. Il Parlamento utilizza come base di riferimento le prospettive finanziarie (note anche come quadro finanziario pluriennale - QFP), il bilancio pluriennale dell'Unione europea. La quota del Parlamento per il totale del bilancio amministrativo dell'Unione passerebbe dal 19,87% al 19,99%.
Sebbene nel 1988 il tetto del 20% fosse stato fissato a condizione che non tenesse conto di eventuali allargamenti o della possibile entrata in vigore di uno statuto unico per i deputati, il Parlamento è finora riuscito a mantenere il suo bilancio amministrativo al di sotto del 20% del totale UE, anche se il numero dei suoi Stati membri nel frattempo è cresciuto da 12 a 27 e il numero dei deputati è passato da 434 a 736 e presto raggiungerà i 754, e nonostante sia ora il Parlamento a pagare i loro stipendi e non più gli Stati membri.

Qual è la prossima tappa?
La Commissione europea, che è l'unica istituzione dell'Unione che può proporre bilanci rettificativi, entro breve dovrebbe presentare una proposta di modifica del bilancio del Parlamento per il 2010. Questa proposta dovrebbe successivamente essere approvata dal Consiglio e dal Parlamento nel mese di aprile.

 

PESCA


POLITICA COMUNE DELLA PESCA: RIFORMA RADICALE E MAGGIORI FONDI
Doc. A7-0014/2010

Risoluzione sul Libro verde sulla riforma della politica comune della pesca

Una riforma radicale e maggiori fondi per il settore della pesca UE, tenendo conto delle specificità regionali e con un occhio di riguardo per la pesca artigianale e costiera. E' quanto chiede il Parlamento, sollecitando anche un'efficace politica di non-rigetto in mare del pescato, il sostegno all'acquacoltura di qualità, una maggiore informazione dei consumatori e la tracciabilità dei prodotti, anche importati. Vanno anche sviluppate le organizzazioni interprofessionali e le vendite dirette.

Approvando con 456 voti favorevoli, 50 contrari e 65 astensioni la relazione sul libro verde della Commissione relativo alla riforma della politica comune della pesca (PCP), il Parlamento rileva anzitutto "l'importanza strategica" di questo settore per suo rilevante contributo "in termini di benessere socioeconomico delle comunità costiere, sviluppo locale, occupazione, conservazione e creazione di attività economiche a monte e a valle, rifornimenti di pesce fresco e conservazione delle tradizioni culturali locali".
I deputati chiedono quindi una "riforma radicale" della politica della pesca per evitare il rischio di "ritrovarsi senza risorse ittiche e senza industria della pesca al momento della prossima riforma". Ricordano, peraltro, che il principale obiettivo della PCP "deve essere di garantire il futuro "tanto delle risorse quanto dei pescatori"  e sottolineano che la salvaguardia della sopravvivenza della pesca e la conservazione della sostenibilità degli ecosistemi marini "non sono obiettivi inconciliabili".
Ritenendo poi che il processo di riforma della PCP debba concludersi all'inizio del 2011, i deputati rilevano che, con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona, il Parlamento "non è più soltanto un organo consultivo ma diventa colegislatore nel settore della pesca, condividendo il potere decisionale con il Consiglio, tranne in materia di fissazione di TAC e quote".
Il Parlamento ritiene inoltre che le risorse finanziarie da negoziare nell'ambito del nuovo quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 "debbano comprendere una dotazione finanziaria maggiore per la PCP", e respinge "ogni tentativo di rinazionalizzare i costi della PCP". A suo parere, occorre poi "garantire un accesso più agevole" agli strumenti finanziari dell'UE e chiede "con insistenza" che sia articolata una strategia di sostegno finanziario "agli operatori professionali della pesca che potrebbero veder ridotta la loro attività o perdere il posto di lavoro in seguito all'adattamento delle capacità di pesca alle disponibilità di risorse alieutiche o a piani di ricostituzione delle risorse".
In generale, il Parlamento sostiene un sistema di gestione per il settore della pesca che si discosti dall'approccio verticale tradizionale (top-down), puntando invece sul principio della regionalizzazione e della sussidiarietà (decentramento a livello orizzontale). Respinge quindi "fermamente" ogni tentativo inteso ad adottare un modello comunitario unico di gestione della pesca e chiede invece che "si tenga debitamente conto delle caratteristiche specifiche dei vari mari europei". Ma sottolinea anche l'esigenza di evitare di mettere a repentaglio la parità di opportunità tra i produttori nell'UE o l'armonizzazione delle condizioni di concorrenza.
Il Parlamento si dice favorevole a trattare in modo differenziato la pesca di altura e quella a carattere più artigianale. Sollecita quindi la Commissione a lavorare "in vista di un modello distinto, chiaramente definito, liberale, de-burocratizzato e semplificato" per la gestione della pesca artigianale e costiera. Andrebbero poi istituiti programmi comunitari specifici di sostegno alla piccola pesca costiera e artigianale e alla pesca di molluschi, anche per ottenere un maggiore accesso ai mercati e aumentare il valore dei prodotti. Al contempo l'attuale FEP e i futuri fondi strutturali devono continuare a sostenere il rinnovo e l'ammodernamento dei pescherecci, in particolare per quanto riguarda la piccola pesca costiera e artigianale.
I deputati sollecitano la Commissione a esaminare la possibilità di adottare nuovi modelli di gestione della pesca, "che siano complementari al sistema di TAC e quote", anche per agevolare l'introduzione della politica di non-rigetto in mare e favorire "un adattamento più flessibile della flotta allo stato effettivo delle risorse nella loro diversità e distribuzione". Ritengono inoltre che un meccanismo di gestione basato sullo sforzo di pesca permetterebbe di sviluppare un'efficace politica di non-rigetto e di semplificare le attuali procedure amministrative e di controllo. Occorrerebbe anche creare un Fondo per il disarmo, "quale soluzione efficace e a breve termine ai problemi di eccesso di capacità".
D'altro canto, i deputati ritengono essenziale che, in caso di periodi di riposo biologico per la flotta al fine di preservare gli stock ittici, "si tenga debitamente conto anche dell'industria conserviera, che non dispone di fonti alternative di approvvigionamento delle specie interessate da dette misure".
Il Parlamento chiede anche di rafforzare la protezione e la competitività dell'acquacoltura comunitaria "con un sostegno forte e continuo alla ricerca e allo sviluppo tecnologico, il miglioramento dell'assetto delle zone costiere e dei bacini idrografici". Vanno quindi sostenuti gli investimenti in nuove tecnologie dell'acquacoltura piscicola off-shore e d'acqua dolce, sostenendo in via prioritaria il miglioramento della sostenibilità ambientale. Nel chiedere incentivi a favore dell'acquacoltura biologica e di iniziative volte ad incrementare l'efficienza degli impianti di piscicoltura, sollecita finanziamenti alle imprese di acquacoltura "a prescindere dalle loro dimensioni".
Lo sviluppo sostenibile dell'acquacoltura, per i deputati, deve anche promuovere la produzione di "prodotti di qualità superiore" attraverso norme sanitarie migliorate, standard elevati in materia di benessere animale e un elevato livello di protezione dei consumatori. In proposito, sollecitano la Commissione ad accrescere le informazioni rivolte ai consumatori sull'origine e la qualità dei prodotti della pesca, tramite un monitoraggio rigoroso e una "tracciabilità completa", dall'ottenimento della materia prima alla commercializzazione del prodotto finito, sia per la vendita di catture fresche che di prodotti trasformati derivanti da attività di pesca o dall'acquacoltura.
In materia di politica commerciale, il Parlamento sottolinea anche la necessità di assicurare la tracciabilità dei prodotti importati e la loro conformità ai medesimi requisiti sanitari, ambientali e sociali dell'UE. Inoltre, chiede di impedire che nuove concessioni a livello della protezione esterna "non vanifichino o compromettano gli sforzi per garantire sbocchi alla produzione comunitaria a prezzi sufficientemente remunerativi". I nuovi accordi di pesca con paesi terzi dovrebbero quindi essere oggetto di una valutazione complessiva, "sulla base di criteri definiti dal Parlamento europeo". Occorre poi adoperarsi per evitare di aggravare la dipendenza dell'UE dalle importazioni da paesi terzi e garantire, invece, la promozione esterna dei suoi prodotti quali le conserve di pesce, "in particolare ... finanziandone la presentazione a concorsi e fiere internazionali". Quale primo importatore mondiale, l'UE dovrebbe anche dare priorità alla lotta contro la pesca illegale.
Il Parlamento ritiene infine necessario creare raggruppamenti interprofessionali nel settore della pesca, con la partecipazione di proprietari, lavoratori, trasformatori, intermediari, ecc.. Considera inoltre necessario ridurre il numero di intermediari nella filiera tra produttore e consumatore ed incentivare e sostenere tutte le attività di vendita diretta o di commercializzazione da parte del produttore idonee ad accorciare la filiera. Occorre inoltre creare meccanismi "per promuovere la concentrazione dell'offerta".

Nel dibattito è intervenuto, a nome del Gruppo PPE, ANTONELLO ANTINORO (PPE-I):

Click to enlarge"Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il Consiglio per le parole espresse e rivolgo un ringraziamento e un in bocca al lupo alla nuova Commissaria, che oggi ha il suo battesimo in quest'Aula, per il lavoro che ci apprestiamo a fare. Ritengo importante quello che stiamo ponendo in essere ed esprimo l'auspicio che questo Libro verde, sul quale oggi cominciamo a discutere e più tardi voteremo, non finisca come nel 2002. Ma oggi il Parlamento europeo si trova in una condizione diversa. Abbiamo la codecisione e il trattato di Lisbona, per cui credo che tutti dovremo profittarne positivamente per raggiungere gli obiettivi. I punti chiave sono stati descritti dalla nostra relatrice, l'on. Patrão Neves, alla quale come gruppo del PPE esprimiamo i nostri ringraziamenti per il lavoro svolto, per la sintesi che è riuscita a portare avanti e per tutto ciò che è riuscita a condensare. Io volevo soltanto intervenire e approfittarne per entrare nel tema della pesca, ma andando oltre il normale Libro verde, e il Libro bianco che è stato annunciato per il mese di giugno, e affrontando le necessità che ci sono nei mari d'Europa, in particolare nel Mediterraneo. Oggi abbiamo la necessità di darci delle regole che abbiamo imposto alla nostra economia e ai nostri pescatori già da alcuni anni. Tuttavia, spesso e volentieri, anzi frequentissimamente, i paesi rivieraschi, magari quelli frontalieri all'Europa, non sono tenuti a rispettare queste regole, e ci troviamo nel paradosso per cui ai nostri pescatori viene imposto tutto ciò, mentre gli altri possono fare quello che vogliono. Oggi la Commissione europea ha un ruolo diverso, più forte, ha un Ministro degli Esteri e un Parlamento più forte. L'auspicio è che in seno al Libro verde, e prima di arrivare al Libro bianco, si possa lavorare con i paesi terzi, quelli che non fanno parte dell'Unione, al fine di poter arrivare a regole condivise e comuni per fare in modo che coloro ai quali viene imposta la regola non si sentano traditi e trascurati dall'Unione e non vedano l'Unione come un nemico piuttosto che come un amico."

 

 

INDUSTRIA

 

SPROGETTI D'INVESTIMENTO RELATIVI AD INFRASTRUTTURE ENERGETICHE
Doc. A7-0016/2010

Risoluzione sulla proposta di regolamento del Consiglio sulla comunicazione alla Commissione di progetti di investimento nelle infrastrutture per l'energia nella Comunità europea e che abroga il regolamento (CE) n. 736/96

Il Parlamento europeo ha approvato, con 551 voti a favore, 24 contrari e 25 astensioni, la proposta della Commissione volta a rivedere l'attuale sistema di comunicazione dei progetti d'investimento nelle infrastrutture energetiche. Tale proposta mira in particolare a far si che la Commissione europea sia informata di tutti i progetti d'investimento futuri per poter seguire l'evoluzione dei progetti riguardanti infrastrutture energetiche ed intervenire per potenziarle laddove c'è bisogno.
La proposta ha un carattere meramente amministrativo, ma riveste notevole importanza relativamente alle indicazioni di natura e qualità attese dai futuri investimenti, in particoalre riguardo l'impatto ambientale di tali progetti d'investimento.

 

ALTRI DOCUMENTI APPROVATI

 

DIRITTI UMANI

DONNE/PARI OPPORTUNITÀ