DAL PARLAMENTO EUROPEO

 

Tutti i documenti approvati sono disponibili
per n° di documento o per data di approvazione sul sito:

http.www.europarl.eu.int/activities/expert/ta/search.do?language=IT

 

STRASBURGO  -  SESSIONE  05 - 08 LUGLIO 2010

 

CONSIGLIO

 

CONCLUSIONI PRESIDENZA SPAGNOLA E PRESENTAZIONE DEL SEMESTRE BELGA

Dichiarazioni del Consiglio e della Commissione sul bilancio della Presidenza spagnola e sul programma d'attività della Presidenza belga

La presidenza spagnola del Consiglio ha presentato le sue conclusioni ai membri del Parlamento europeo. Il Primo ministro Zapatero è stato presente a Strasburgo per discutere i risultati raggiunti durante il primo semestre del trio di presidenza Spagna-Belgio-Ungheria.

Il Primo ministro belga, Yves Leterme, ha presentato agli eurodeputati il programma della presidenza belga del Consiglio. Le priorità della presidenza belga sono l'attuazione del Trattato di Lisbona, la governance economica e finanziaria, l'occupazione e la coesione sociale, l'allargamento, ambiente e clima, l'approfondimento e il completamento di uno Spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia.

 

 

AMBIENTE

 

I DEPUTATI CHIEDONO UNA LEGISLAZIONE SPECIFICA PER IL RICICLAGGIO DI RIFIUTI ORGANICI

Doc. A7-0203/2010


Risoluzione sul Libro verde della Commissione sulla gestione dei rifiuti organici biodegradabili nell'Unione europea

Una direttiva specifica sui rifiuti organici, che includa norme vincolanti su riciclaggio e raccolta differenziata e un sistema di classificazione della qualità dei diversi composti ottenuti dai rifiuti organici è necessaria per migliorare l'ambiente e l'economia, secondo quanto hanno stabilito i deputati. L'Aula ha anche chiesto alla Commissione e agli Stati membri di promuovere azioni di sensibilizzazione ambientale e di sostenere l'innovazione e la ricerca in questo campo.

Ogni anno, l'UE produce fra i 118 e i 138 milioni di tonnellate di rifiuti organici (rifiuti alimentari e di giardinaggio dalle abitazioni private e dall'industria). Se le norme esistenti fossero applicate in maniera completa, ci potrebbe essere un risparmio, in termini finanziari e ambientali, estimato fra 1,5 e 7 miliardi di euro. La risoluzione, in risposta al Libro verde della Commissione sulla gestione dei rifiuti organici, invita la Commissione a rivedere la legislazione sui rifiuti organici e di elaborare, entro la fine del 2010, una proposta legislativa specifica, che comprenda fra l'altro:


  • l'istituzione di un sistema di raccolta differenziata obbligatorio, salvo nei casi in cui questa non sia l'opzione più adeguata dal punto di vista ambientale ed economico;
  • il riciclaggio dei rifiuti organici;
  • un sistema di classificazione della qualità dei diversi compost ottenuti dai rifiuti organici;
  • La risoluzione afferma inoltre che la raccolta differenziata dei rifiuti organici deve essere potenziata per raggiungere gli obiettivi di riciclaggio e di energie rinnovabili nell'abito della strategia UE 2020, in particolare a favore dell'efficienza delle risorse. Infine, i deputati chiedono alla Commissione e agli Stati membri di promuovere azioni di sensibilizzazione ambientale nel campo dei rifiuti organici, in particolare nelle scuole e negli istituti di insegnamento superiore, e sottolineano il ruolo fondamentale delle città, delle amministrazioni comunali e delle imprese municipali nel fornire consulenza e informazioni ai cittadini.

     

    REGOLE PIÙ SEVERE SULLE EMISSIONI INDUSTRIALI

    Doc. A7-0145/2010


    Risoluzione relativa alla posizione del Consiglio in seconda lettura in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento)

    Regole più chiare e aria più pulita sono gli obiettivi principali della Direttiva sulle emissioni industriali approvata dal Parlamento europeo. Il testo, frutto di un accordo col Consiglio dei Ministri, stabilisce limiti più severi, ad esempio per l'inquinamento atmosferico e offre ai governi nazionali una certa flessibilità nell'applicazione delle limitazioni per le centrali elettriche e la possibilità di sospendere le regole, a particolari condizioni, per un certo numero d'impianti.

    La Direttiva sulle emissioni industriali mira a migliorare la protezione dell'ambiente e della salute e a rendere le regole in materia più chiare e semplici da applicare. Il testo approvato aggiorna e riunisce sette diverse legislazioni, inclusa la Direttiva sui grandi impianti di combustione e quella sulla Prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento (IPPC); quest'ultima copre circa 52.000 impianti industriali e agricoli con grande potenziale d'inquinamento, dalle raffinerie agli allevamenti di maiali. Il Parlamento ha approvato l'accordo raggiunto col Consiglio con 639 voti in favore, 35 contrari e 10 astensioni. Il relatore per il PE, ha commentato: " Dopo oltre due anni di negoziati difficili, abbiamo raggiunto un compromesso che contribuirà a migliorare l'attuazione della direttiva. Rispetto alla situazione attuale, l'accordo offre maggiore chiarezza e condizioni eque in tutta Europa sui requisiti ambientali per gli impianti industriali".


    Limiti sull'inquinamento atmosferico: più tempo per talune centrali elettriche
    Ossidi di azoto, anidride solforosa e polveri possono essere sostanze molto dannose per la salute e contribuire a provocare, ad esempio, cancro, asma e piogge acide: il testo approvato stabilisce limiti più severi per le emissioni di tali sostanze dal 2016. Deputati e governi nazionali si sono accordati anche sulla possibilità, per gli Stati membri, di utilizzare piani nazionali transitori per un certo numero d'impianti di combustione, inclusi quelli a combustibili fossili, e avere cosi tempo fino a luglio 2020 per conformarsi alle nuove regole. Le nuove regole potrebbero invece non applicarsi mai a un certo numero d'impianti di vecchia data, nel caso questi cessino ogni attività nel 2023 o 17.500 ore di lavoro dopo il 2016. Le nuove centrali elettriche ed energetiche dovranno comunque conformarsi alle nuove regole entro il 2012. Il relatore ha aggiunto: "E 'una tragedia europea che a un certo numero di centrali elettriche a carbone obsolete sarà permesso di inquinare per un altro decennio. Questo è anche gravemente iniquo nei confronti degli Stati membri che hanno agito tempestivamente per conformarsi ai requisiti".


    Ottimizzare le prestazioni ambientali
    Gli impianti coperti dalla Direttiva IPPC dovranno utilizzare le migliori tecniche disponibili sul mercato (best available techniques o BAT) per ottimizzare le loro prestazioni ambientali al fine di ricevere il permesso di attività. Gli Stati membri avranno la possibilità di applicare in modo flessibile tali regole solo se il livello complessivo di protezione ambientale è mantenuto invariato. Su insistenza dei deputati, i governi dovranno dimostrare che i costi relativi all'applicazioni dei nuovi limiti sono sproporzionati rispetto ai benefici in termini ambientali, a causa di ragioni tecniche o circostante locali specifiche. Per evitare che tale flessibilità porti a una disapplicazione ingiustificata delle nuove regole, ogni decisione di questo tipo dovrà essere seguita da una valutazione d'impatto.


    Prossime tappe
    Il PE ha approvato l'accordo raggiunto col Consiglio in seconda lettura, che dovrà ora adottarlo formalmente. A quel punto, gli Stati membri dovranno trasporre la direttiva nelle legislazioni nazionali.

     

    L'Assemblea ha inoltre approvato la seguente relazione:

  • Doc. A7-0191/2010 - Risoluzione sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea, del protocollo sulla gestione integrata delle zone costiere del Mediterraneo della convenzione sulla protezione dell'ambiente marino e del litorale del Mediterraneo
  •  

     

    TRASPORTI

     

    PIÙ DIRITTI PER CHI VIAGGIA IN NAVE, MA I NEGOZIATI CONTINUANO PER I PASSEGGERI DI AUTOBUS

    Rel. Antonio Cancian (PPE-IT


    Chi viaggia in nave avrà più diritti dal 2012, grazie a un regolamento approvato dal Parlamento europeo. Le nuove norme coprono il risarcimento per i ritardi, le cancellazioni e l'assistenza ai passeggeri disabili. Il PE insiste per ottenere le stesse garanzie per i passeggeri di autobus e pullman, mentre i negoziati con i governi nazionali continuano.

    Secondo le nuove regole, le imprese di trasporto marittimo dovranno rimborsare ai passeggeri il prezzo del biglietto o fornire loro un mezzo di trasporto alternativo se la partenza del viaggio è ritardata per oltre 90 minuti, a meno che la società dimostri che il ritardo è stato causato da condizioni meteorologiche o da circostanze eccezionali indipendenti dalla propria volontà. I passeggeri, qualora fattibile, dovrebbero anche ricevere cibo e bevande. Inoltre, indipendentemente dal fatto che scelgano di viaggiare o no, i passeggeri avranno diritto a un risarcimento del 25% del prezzo del biglietto per:




    Se il ritardo è superiore al doppio di questi tempi, i passeggeri avranno diritto ad un risarcimento pari alla metà del prezzo del biglietto, che dovrà essere pagato in denaro, su richiesta del passeggero. Inoltre, se a causa del ritardo i passeggeri devono pernottare prima di completare il loro viaggio, l'operatore dovrà pagare le spese in albergo fino a 80 € a notte (per non più di 3 notti).


    Diritti delle persone disabili o con mobilità ridotta
    Il regolamento stabilisce che la disabilità del passeggero non può essere usata come motivo per negare il diritto all'imbarco. Nei porti dovrà, infatti, essere fornita assistenza gratuita alle persone disabili, a condizione che l'operatore o il vettore sia avvisato al momento della prenotazione o al massimo 48 ore prima dell'imbarco. Le nuove norme entreranno in vigore dal 2012 e si applicheranno a chi viaggia su navi con più di 12 passeggeri, con qualche eccezione per escursioni e visite guidate. I passeggeri di nave godranno così di maggiore diritti che quelli che viaggiano in aereo, poiché quest'ultimi non hanno diritto a compensazione in caso di ritardo (solo in caso di cancellazione del volo).


    Negoziati in corso per i viaggi di autobus e pullman
    I deputati hanno anche approvato degli emendamenti al progetto di regolamento sui diritti dei passeggeri di autobus e pullman, come ad esempio il diritto a un rimborso economico, o a un nuovo viaggio, per ritardi superiori alle due ore o il diritto al risarcimento fino a un massimo di 1.800 euro in caso di perdita dei bagagli.
    Poiché i deputati e i governi nazionali non hanno raggiunto un accoro su tali temi, è molto probabile che si vada in procedura di conciliazione.


     

     

    UN FUTURO SOSTENIBILE PER I TRASPORTI

    Doc. A7-0189/2010


    Risoluzione su un futuro sostenibile per i trasporti

    L'obiettivo principale di questa relazione è quello di fornire delle linee guida che possano contribuire alla redazione del Libro Bianco della CE. I concetti chiave messi in evidenza dal PE mirano ad uno sviluppo sostenibile dei trasporti, che rappresentano circa il 10% della ricchezza UE e creano più di 10 milioni di posti di lavoro, ma sono altresì la causa di circa il 25% delle emissioni globali di CO2. La co-modalità, la qualità dei servizi pubblici, una migliore pianificazione degli investimenti infrastrutturali e di interoperabilità tecnica a lungo termine e un sostegno dell'innovazione tecnologica, la ricerca, l'efficienza energetica, le tecnologie pulite e la sicurezza sono tra i punti centrali della relazione del PE. Il settore dei trasporti contribuisce allo sviluppo, alla competitività dell'UE e al completamento del mercato interno, incidendo inoltre sulla qualità di vita dei cittadini. Risulta quindi essenziale sviluppare questa politica in prospettiva europea.



    SISTEMI DI TRASPORTO INTELLIGENTI
    Doc. A7-0211/2010

    Risoluzione sulla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sul quadro generale per la diffusione dei sistemi di trasporto intelligenti nel settore del trasporto stradale e nelle interfacce con altri modi di trasporto

    Il Parlamento europeo ha discusso il progetto di raccomandazione per la seconda lettura riguardante i Sistemi di Trasporto Intelligenti (ITS) nel settore dei trasporti stradali e dell'intermodalità. Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno trovato un accordo sull'approccio da utilizzare in merito all'ITS che supplisca alle mancanze del metodo volontaristico, e consenta la definizione di un livello minimo di standardizzazione. Gli Stati membri, venendo incontro alle posizioni del Parlamento, favoriscono dunque l'adozione della direttiva, la quale porterà alla creazione di un quadro UE per una diffusione coerente dell'ITS. Inoltre, la direttiva determinerà un miglioramento delle applicazioni e dei servizi connessi ai sistemi intelligenti, rendendo i trasporti più efficaci, sicuri e protetti, e contribuendo al raggiungimento dell'obiettivo politico alla base della strategia europea di rendere i trasporti meno inquinanti.

     

    L'assemblea ha inoltre approvato la seguente relazione:

     

     

    MERCATO INTERNO

     

    IL PARLAMENTO EUROPEO DETTA NUOVE REGOLE SUI BONUS DEI MANAGER

     

    Il Parlamento europeo ha adottato alcune fra le più rigide norme esistenti riguardanti i bonus manageriali e ha inasprito le regole sui requisiti patrimoniali che le banche hanno l'obbligo di rispettare a garanzia dei rischi derivanti dalle loro attività commerciali e dall´esposizione a titoli estremamente rischiosi. Saranno fissati dei tetti sui premi in denaro e almeno la metà del bonus finanziario dovrà essere pagata in capitale contingente e in azioni.

    "A due anni dalla crisi finanziaria globale, queste nuove e più rigide regole sui bonus trasformeranno la cultura stessa dei bonus, e metteranno fine agli incentivi a rischi eccessivi", ha dichiarato la relatrice. Ha inoltre sottolineato che "l'impiego di bonus ad alto rischio e a breve termine ha gettato nel caos l'economia mondiale e i contribuenti ne hanno pagato il prezzo; poiché le banche hanno fallito nel riformarsi, stiamo facendo il lavoro per loro ". La relazione è stata approvata con 625 voti favorevoli, 28 contrari e 37 astensioni.

    Una diversa concezione dei bonus
    Per i bonus in denaro sarà fissato un limite del 30% del totale e del 20% per quelli particolarmente elevati. Ciascun bonus dovrà essere dilazionato tra il 40 e il 60% su un periodo non inferiore a tre anni e dovrà essere restituito qualora gli investimenti non diano i risultati previsti. Inoltre, almeno il 50% del bonus totale sarà pagato sotto forma di "capitale contingente " (fondi ai quali attingere in caso di difficoltà per la banca) e di azioni.
    I premi dovranno essere regolati sulle retribuzioni: ciascuna banca, infatti, dovrà stabilire dei limiti per i bonus in base agli stipendi, per limitare il loro uso sproporzionato nel settore finanziario, secondo le linee guida comunitarie.
    Infine, anche i bonus-pensione saranno inclusi nel regolamento: infatti, il pagamento delle pensioni straordinarie dovrà essere limitato da strumenti come il capitale contingente, che lega il loro valore finale alla situazione finanziaria dell'ente creditizio. Ciò consentirà di evitare situazioni verificatesi di recente, in cui alcuni manager hanno beneficiato di pensioni elevate, nonostante la crisi che stava attraversando la loro banca.

    Trattamento più severo per le banche salvate con denaro pubblico
    Le nuove regole mirano a introdurre misure specifiche per le banche salvate dal fallimento con denaro pubblico, al fine di contenere gli importi complessivi pagati in bonus, incoraggiando i manager a rafforzare la propria base di capitale ed erogando prestiti per aiutare la ripresa dell'economia reale con prelievi dalle loro retribuzioni e incentivi. In particolare, le norme stabiliscono che nessun premio debba essere pagato ai direttori di tali istituti finanziari, se non debitamente giustificato.

    Requisiti patrimoniali per le banche più stabili
    Sono due le questioni principali analizzate dalla nuova normativa adottata: norme più severe sui requisiti patrimoniali per il portafoglio di negoziazione e sulle ricartolarizzazioni. Tali regole assicureranno che le banche coprano adeguatamente i propri rischi per quanto concerne le loro attività di scambio, incluse le tipologie d'investimento come i titoli garantiti da ipoteche che sono stati al centro della crisi. Secondo alcuni studi, il regolamento permetterà alle banche di detenere fino a 3-4 volte più capitale per sostenere i rischi d'investimento rispetto a quanto si sta facendo attualmente.

    Le prossime tappe
    Sono due le questioni principali analizzate dalla nuova normativa adottata: norme più severe sui requisiti patrimoniali per il portafoglio di negoziazione e sulle ricartolarizzazioni. Tali regole assicureranno che le banche coprano adeguatamente i propri rischi per quanto concerne le loro attività di scambio, incluse le tipologie d'investimento come i titoli garantiti da ipoteche che sono stati al centro della crisi. Secondo alcuni studi, il regolamento permetterà alle banche di detenere fino a 3-4 volte più capitale per sostenere i rischi d'investimento rispetto a quanto si sta facendo attualmente.

    Principi per i pagamenti anche per le società quotate
    Una seconda risoluzione approvata con 594 voti favorevoli, 24 contrari e 35 astensioni, sostiene la necessità di applicare i principi sulle politiche di remunerazione a tutte le società quotate. Il testo chiede alla Commissione di adottare principi vincolanti sulle politiche retributive nel settore finanziario, nonché un regime che obblighi le società quotate a offrire spiegazioni nel caso che le proprie politiche di remunerazione non rispettino i principi improntati a rimuovere gli incentivi per investimenti ad alto rischio e decisioni a breve termine. La risoluzione d'iniziativa propone inoltre di dare agli azionisti maggior potere di controllo sugli amministratori delle società quotate. Infine, i deputati vogliono fissare un tetto all'entità del cosiddetto "paracadute d'oro" offerto agli amministratori a un massimo di due anni del loro salario fisso e di vietare l'erogazione del trattamento di fine rapporto in caso di mancato rendimento o dimissioni volontarie.

     

     

    I DEPUTATI VOGLIONO VIETARE IL COMMERCIO DI LEGNAME DI PROVENIENZA ILLEGALE NELL'UE
    Doc. A7-0149/2010

     

    Risoluzione relativa alla posizione del Consiglio in seconda lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce gli obblighi degli operatori che commercializzano legno e prodotti da esso derivati

    I deputati hanno approvato un progetto di regolamento che vieta la vendita di legname di provenienza illegale nel mercato interno e stabilisce misure di tracciabilità e sanzioni. La nuova legislazione mira a ridurre la deforestazione illegale e a offrire ai consumatori una migliore garanzia sui prodotti che acquistano.

    Il Parlamento europeo ha approvato con 644 voti favorevoli 25 contrari e 16 astensioni, un testo che conferma l'accordo raggiunto con il Consiglio. Il relatore, ha dichiarato: "la legislazione UE che intende vietare la vendita di legname di origine illegale rappresenta un importante passo in avanti a livello internazionale, dalle foreste che in tutto il mondo sono devastate dal disboscamento illegale fino al mercato europeo, dove sono commercializzati legnami e prodotti di legno. Le severe regole approvate, ha aggiunto, non sarebbero state possibili senza il forte sostegno del Parlamento europeo".

     

    Divieto di commercio per il legname di provenienza illegale
    Il nuovo regolamento vieta l'immissione nel mercato dell'UE di legname ottenuto illegalmente o di prodotti da esso derivati, impedendo che possano essere riutilizzati una volta che abbiano raggiunto il mercato europeo. Attualmente, si stima che almeno il 20% del legname e dei prodotti del legno commercializzati in Europa provengano da fonti illegali.

    Sanzioni e tracciabilità
    La normativa stabilisce che spetta agli Stati membri la responsabilità dell'applicazione delle sanzioni nei confronti degli operatori che violano le regole, definendone anche le linee guida per la loro imposizione: esse dovranno tener conto, per stabilirne l'entità, del danno ambientale, del valore del legname o dei prodotti del legno e delle perdite fiscali causate. Inoltre, i Paesi membri potranno anche sanzionare penalmente i commercianti disonesti. Infine, per assicurare la tracciabilità, ciascun operatore, nell'ambito della catena interna di approvvigionamento, dovrà dichiarare da chi ha comprato legname e a chi l'ha venduto.

    Protezione del clima
    Il disboscamento illegale ha effetti devastanti sull'ambiente: è stimato che a livello globale esso contribuisce a circa il 20% delle emissioni di CO2. Il disboscamento favorisce l'erosione del suolo, minacciando la biodiversità e aggravando i fenomeni meteorologici estremi e le inondazioni. Inoltre, minaccia la sopravvivenza delle comunità locali che dipendono dalla foresta, compromettendo fortemente le economie in via di sviluppo.

    Le prossime tappe
    Il Consiglio ha già concordato in maniera informale i termini di entrata in vigore dell'attuale progetto di regolamento, ma sarà necessaria la sua approvazione formale prima che diventi legge. Le norme dovrebbero entrare in vigore alla fine del 2012, per concedere agli operatori del settore il tempo necessario per conformarsi.

     

     

    AFFARI ECONOMICI

     

    IL PARLAMENTO APPROVA UN PIANO DI RIFORME CONCRETE SULLA SUPERVISIONE FINANZIARIA

     

    I deputati, a grande maggioranza, hanno inviato un forte segnale ai governi nazionali affermando che la sola possibilità per avere una supervisione finanziaria efficace è una riforma sostanziale del sistema esistente e la creazione di autorità europee con poteri adeguati ad affrontare crisi e evitare salvataggi ai danni dei contribuenti.

    Approvando una serie di emendamenti, ma sospendendo il voto finale sul testo legislativo, il Parlamento ha espresso pieno sostegno alla posizione assunta dai negoziatori e ha anche lasciato la porta aperta a un possibile accordo col Consiglio dei Ministri in prima lettura. In una dichiarazione, non inclusa nel testo adottato, i gruppi politici principali del PE hanno indicato che la palla ora passa nel campo del Consiglio che dovrà proporre un testo accettabile per entrambe le Istituzioni.

     

    Pronti a nuovi negoziati, ma solo per un buon accordo
    La dichiarazione dei gruppi politici afferma che il Parlamento è intenzionato a continuare i negoziati col Consiglio, ma senza rinunciare al punto principale, ossia garantire che le nuove autorità europee abbiano i giusti poteri per prevenire crisi future e rinforzare il mercato interno.
    Questo gesto rappresenta lo sforzo finale dalla parte dei relatori del PE per aiutare la Presidenza belga a spingere gli Stati membri verso una posizione più soddisfacente, secondo quanto afferma la dichiarazione.

     

    Autorità di supervisione con poteri effettivi...
    L'Aula ha votato in favore della concessione di un certo numero di poteri alle tre autorità europee di supervisione (AES) che avranno il compito di controllare rispettivamente banche, assicurazioni e mercati finanziari.
    Le AES sarebbero dunque in grado di prendere decisioni con effetti diretti nei confronti di un istituto di credito, quale una banca, nel caso che l'autorità nazionale non sia stata in grado di modificarne il comportamento considerato non corretto. Le nuove autorità avrebbero anche il potere di dirimere i litigi fra autorità nazionali e di controllare i grandi istituti finanziari con interessi trans-frontalieri attraverso i supervisori nazionali.
    Il testo approvato chiede inoltre ai relatori di spingere per la creazione di un fondo di stabilità collegato a ognuno dei tre settori finanziari in considerazione per evitare l'utilizzo di denaro pubblico in caso d'interventi futuri. Un'altra proposta è che le autorità europee lavorino per rafforzare il sistema europeo dei regimi nazionali di garanzia dei depositi (RGD). Infine, le AES avrebbero anche il potere di proibire temporaneamente alcune tipologie di attività finanziarie che potrebbero colpire negativamente il corretto funzionamento del sistema finanziario.

    ... tutte situate nello stesso posto
    Per promuovere un'interazione efficace fra le autorità, i deputati chiedono che siano tutte basate a Francoforte piuttosto che disperderle in giro per l'Unione. Allo stesso tempo, tuttavia, sarebbe possibile avere diverse sedi di rappresentanza delle AES nei principali mercati finanziari dell'UE.

    Un Comitato europeo per il rischio sistemico (ESRB) per una valutazione rapida dei rischi
    I deputati vogliono assicurare che l'obiettivo assegnato dalla Commissione all'ESRB di monitorare la creazione di rischi finanziari nel mercato europeo sia espletato meglio e in modo più chiaro e di conseguenza anche più velocemente.
    Il testo approvato mira anche a semplificare la definizione dei livelli di rischio. In particolare, si chiede all'ESRB di sviluppare un insieme comune d'indicatori per assegnare, in modo uniforme, un rating sul livello di rischio agli istituti transfrontalieri.
    Per migliorare la comprensione dei rischi, la risoluzione legislativa chiede inoltre che l'ESRB stabilisca un sistema basato su un codice cromatico corrispondente ai livelli di rischio. Qualora l'autorità individui un rischio che potrebbe mettere gravemente in pericolo il corretto funzionamento dei mercati finanziari o la stabilità del sistema finanziario dell'Unione, l'ESRB emetterebbe una segnalazione di emergenza. Il Parlamento europeo in tal caso avrebbe il potere di invitare il destinatario della segnalazione a uno scambio di opinioni per valutare le azioni intraprese per rispettare i commenti del Comitato.
    Infine, il testo propone che sia il Presidente della BCE a presiedere il Comitato europeo per il rischio sistemico.

    Prossime tappe
    La risoluzione adottata ha la funzione di mandato, sostenuto dalla plenaria, per i negoziatori del PE che continueranno cosi le discussioni col Consiglio per cercare di raggiungere un accordo nel prossimo futuro, possibilmente prima della pausa estiva.

     

     

    PROTEZIONE DEI CONSUMATORI

     

    I DEPUTATI DICONO NO AL CIBO DERIVATO DA ANIMALI CLONATI
    Doc.A7-0152/2010

     

    Risoluzione relativa alla posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai nuovi alimenti, che modifica il regolamento (CE) n. 1331/2008 e che abroga il regolamento (CE) n. 258/97 ed il regolamento (CE) n. 1852/2001 della Commissione

    I deputati hanno rinnovato il loro appello al divieto della commercializzazione di alimenti derivati da animali clonati in una votazione di per una legislazione sui nuovi alimenti. Hanno inoltre invocato una moratoria sui cibi prodotti grazie all'uso di nanotecnologie fino a quando possano essere esclusi eventuali rischi per la salute.

    L'uso di nuovi cibi - derivati da processi di produzione innovativi o tradizionalmente consumati solo fuori dall'Unione europea - è regolamentato già dal 1997. Il Parlamento europeo ha approvato una serie di emendamenti tesi a rinnovare la normativa vigente, in particolare l'introduzione di una procedura semplificata di autorizzazione, sottoposta a una valutazione dei rischi eseguita dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare. I deputati hanno anche espresso la loro preoccupazione riguardo al consumo di alimenti derivati da animali clonati e all'uso di nanotecnologie.

     

    No alla carne di animali clonati
    Attualmente, non esiste una normativa europea che autorizzi o vieti prodotti lattiero caseari e carne provenienti da animali clonati. Invece di disciplinare tali prodotti in base alle norme sui nuovi alimenti, come sostenuto dalla Commissione e dal Consiglio, i deputati insistono sul fatto che la nuova legislazione europea dovrebbe espressamente vietare tutti i cibi derivati da animali clonati e dalla loro progenie, e chiedono una moratoria sulla vendita, in attesa che tale normativa entri in vigore. Per la relatrice "una netta maggioranza in seno al Parlamento solleva obiezioni etiche riguardo alla produzione industriale di carne proveniente da animali clonati che soffrono in maniera sproporzionata di malattie, malformazioni e morte prematura. Per anni i deputati hanno chiesto una corretta regolamentazione: è ora che la Commissione ascolti il Parlamento e i cittadini su questo problema".

    Una moratoria sui nano-prodotti
    Il Parlamento europeo sostiene che gli ingredienti di dimensioni nano-metriche e gli alimenti provenienti da processi nano-tecnologici dovrebbero essere soggetti alla normativa sui nuovi cibi. I deputati hanno invocato una moratoria su questi alimenti fino a che una specifica valutazione dei rischi dimostri la sicurezza dei processi nano-tecnologici o dei nano-ingredienti. Ha inoltre espresso preoccupazione riguardo alla possibilità che le nano-tecnologie siano già in uso nella produzione degli alimenti o degli imballaggi. Qualsiasi nano-ingrediente approvato dovrà essere indicato in etichetta.

    Alimenti derivati da animali allevati con OGM
    La maggioranza dei deputati ha respinto un emendamento che chiede l'etichettatura obbligatoria dei prodotti alimentari provenienti da animali allevati con mangimi geneticamente modificati.

    Le prossime tappe
    Se il Consiglio non accetterà la posizione in seconda lettura del Parlamento europeo, si passerà alla procedura di conciliazione, al fine di raggiungere un accordo su un testo condiviso.

     

     

    RELAZIONI ESTERNE

     

    I DEPUTATI SOSTENGONO LA CANDIDATURA DELL'ISLANDA ALL'UE
    Doc. B7-0407/2010

    Risoluzione sulla domanda di adesione dell'Islanda all'Unione europea La prospettiva che l'Islanda diventi il 28° Stato membro dell'UE è stata accolta favorevolmente dal Parlamento europeo, che ha anche sottolineato che la polemica sui rimborsi al governo britannico e olandese deve essere risolta "bilateralmente", mentre chiedono la fine della caccia alle balene.

    I deputati hanno espresso il loro sostegno alla recente decisione (17 giugno) di aprire formalmente i negoziati di adesione con l'Islanda, che aveva presentato domanda nel luglio 2009. Allo stesso tempo, il Parlamento chiede all'Islanda di cessare tutte le attività di caccia alla balena e di abbandonare ogni riserva formulata nei confronti della Commissione baleniera internazionale. L'adesione dell'Islanda permetterebbe all'Unione di avere un ruolo più attivo nella regione artica, secondo la risoluzione che sottolinea la "forte cultura democratica" del Paese. L'Islanda fa già parte dell'accordo di Schengen, oltre ad avere contratto un accordo di libero scambio con l'UE nel 1973. Circa la controversa questione dei rimborsi al governo inglese e olandese, i deputati ricordano che l'Islanda è tenuta a garantire il pagamento del compenso minimo ai depositanti della banca Icesave nel Regno Unito e nei Paesi Bassi, secondo quanto dichiarato dall'Autorità di vigilanza EFTA nella sua lettera di diffida del 26 maggio. In un referendum tenutosi il 6 marzo scorso, i cittadini islandesi si erano già detti contrari a un piano di rimborso a seguito del collasso della banca Icesave.

     

    Sistema di vigilanza finanziaria da riformare
    I deputati hanno rilevato come l'Islanda si sia già conformata alla maggior parte della legislazione dell'UE in quanto membro dello Spazio economico europeo, in particolare nel settore del mercato interno. Tuttavia, il paese ha ancora bisogno di riformare in modo sostanziale l'organizzazione e il funzionamento del proprio sistema di vigilanza finanziaria, oltre che il modo in cui sono nominati i giudici, i pubblici ministeri e le supreme autorità giudiziarie. I settori che dovranno essere integralmente negoziati con l'Islanda sono l'agricoltura, la pesca, la tassazione, la politica economica e monetaria e le relazioni esterne.
    Il sostegno pubblico nazionale per l'adesione all'UE si è spostato in una direzione negativa dall'estate del 2009, affermano i deputati. Le autorità islandesi sono pertanto tenute ad avviare un dibattito pubblico per affrontare le preoccupazioni dei cittadini islandesi per quanto riguarda l'adesione all'Unione.
    Infine, i deputati considerano che la nuova commissione inter-parlamentare UE-Islanda contribuirà a rafforzare la cooperazione.

     

     

    SERVIZIO DIPLOMATICO DELL'UE: IL PARLAMENTO CONFERMA L'ACCORDO DI MADRID
    Doc. A7-0228/2010

     

    Risoluzione sulla proposta di decisione del Consiglio che fissa l'organizzazione e il funzionamento del servizio europeo per l'azione esterna

    Due settimane dopo l'accordo raggiunto a Madrid sul Servizio europeo di azione esterna (SEAE), il Parlamento ha approvato una serie di raccomandazioni sulla sua organizzazione e metodo di lavoro. Il nuovo servizio diplomatico è una delle novità principali nell'architettura dell'Unione seguite all'entrata in vigore del Trattato di Lisbona.

    Anche se il Parlamento è stato formalmente solo consultato sull'organizzazione e il funzionamento del SEAE, i deputati hanno negoziato e ottenuto cambiamenti importanti rispetto alla proposta originaria fatta dall'Alto rappresentante per la politica estera dell'UE Catherine Ashton. L'identità comunitaria del nuovo servizio sarà rafforzata, cosi come la responsabilità democratica sia politica che di bilancio nei confronti del Parlamento, secondo quanto hanno affermato i negoziatori del PE. La risoluzione è stata approvata con 549 voti a favore, 78 contrari e 17 astensioni. Il SEAE assisterà l'Alto rappresentante (AR) nella sua funzione di condurre la politica estera dell'Unione e assicurarne la coerenza dell'azione esterna. Il controllo sulla politica di sviluppo e di vicinato rimarrà di responsabilità della Commissione europea, al contrario di quanto richiesto nella proposta originaria di Ashton, che dava maggiori poteri al Sevizio diplomatico.

     

    Responsabilità politica e di bilancio del SEAE
    Lo scrutinio del Parlamento, sia politico che di bilancio, sul nuovo servizio è garantito dall'accordo raggiunto. Mentre il bilancio esecutivo sarà responsabilità della Commissione, che dovrà comunque tenere i deputati informati sulle spese per le azioni esterne e le delegazioni, il discarico del bilancio del SEAE nel suo complesso sarà eseguito dal Parlamento.
    Prima di assumere l'incarico, i Rappresentanti speciali dell'UE e i capi delegazione nei paesi considerati dal Parlamento di'importanza strategica dovranno comparire davanti alla commissione affari esteri del PE. L'Alto rappresentante dovrà anche chiedere il parare del Parlamento sulle questioni principali di politica estera comune e i deputati che avranno incarichi istituzionali potranno avere accesso a documenti riservati. I deputati hanno anche sottolineato l'importanza di rafforzare le relazioni coi parlamenti nazionali.

     

    Almeno il 60% di personale sarà dell'UE
    I deputati hanno ottenuto che almeno il 60% del personale del SEAE sarà composto da funzionari dell'Unione. Ciò garantirà l'identità comunitaria del servizio. I funzionari dei servizi diplomatici nazionali costituiranno un terzo del personale e saranno assunti come agenti temporanei per un massimo di 8 anni estendibili a 2. Le assunzioni saranno basate sul merito, tenendo in considerazione il criterio di equilibrio geografico e di genere, come afferma la relazione.
    Il quartier generale del nuovo servizio sarà a Bruxelles. Il SEAE sarà composto da un'amministrazione centrale e dalle 136 ex delegazioni esterne della Commissione. Ci sarà una struttura dedicata ai Diritti umani a livello di sedi principali e nelle delegazioni locali, oltre a dipartimento per assistere l'Alto rappresentante nelle sue relazioni col PE in questo campo.

     

    Prossime tappe
    Le modifiche necessarie al Regolamento finanziario, allo Statuto dei funzionari e al bilancio 2012, sulle quali il PE ha pieni poteri di codecisione col Consiglio, saranno votate dopo la pausa estiva e dopo che il Consiglio avrà formalmente approvato la posizione del PE sull'organizzazione del Servizio diplomatico. Un anno dopo l'entrata in vigore della decisione sul SEAE, l'AR Ashton presenterà alla Commissione una stima di bilancio.

     

     

    Nel dibattito è intervenuto, per iscritto, CARLO CASINI (PPE-I) Presidente della Delegazione italiana UDC-SVP nel Gruppo del PPE e Presidente Commissione Affari costituzionali:

     

    "Ringrazio i relatori per il loro lavoro continuo, tenace e intelligente. La commissione che presiedo, date le evidenti e delicate implicazioni di carattere istituzionale determinate dalla creazione del nuovo Servizio, ha seguito fin dall'inizio con estrema cura la preparazione del testo dell' accordo. La commissione AFCO non soltanto è stata associata ai lavori della commissione AFET secondo la strettissima collaborazione prevista dall'art. 50 del Regolamento, ma ha anche espresso entrambi i relatori. Sono certo che il Parlamento approverà a larghissima maggioranza il documento. Ci sarà da lavorare affinché il SEAE adempia concretamente al ruolo che gli è attribuito dal nuovo Trattato e dalla passione dei relatori. Il Servizio non è soltanto un mezzo per rendere presente l'Unione europea nelle varie nazioni del mondo. Ha anche un altissimo valore simbolico: esprime l'unità dei 27 Paesi ed è una naturale conseguenza del riconoscimento della personalità giuridica dell'Unione. Esso costituisce un importantissimo passo nella direzione del traguardo da raggiungere. Quanto più numerosi saranno i voti favorevoli, tanto più lungo sarà il passo, che auspico sia reso ancora più fermo dall' istituzione di un' Accademia diplomatica europea, per la cui realizzazione mi sento di indicare il prestigioso Istituto Universitario Europeo di Firenze."

     

    KOSOVO E ALBANIA: A QUANDO L'ADESIONE ALL'UE?

    I deputati hanno discusso i progressi dell'Albania e del Kosovo verso un possibile ingresso nell'UE con l'Alto rappresentante Catherine Ashton. L'Aula ha votato poi due risoluzioni per chiedere ai due paesi di continuare gli sforzi per consolidare le loro istituzioni democratiche, per proseguire nella lotta contro la corruzione e il crimine organizzato. I deputati hanno anche sostenuto un alleggerimento delle procedure per il visto e chiesto a tutti gli Stati membri di riconoscere il Kosovo.
    Il Parlamento "auspica il riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo da parte di tutti gli Stati membri", secondo il progetto di risoluzione. I paesi dell'UE che non riconoscono lo Stato sono Cipro, Grecia, Spagna, Romania e Slovachia. Inoltre, i deputati chiedono alla Serbia di " avere un atteggiamento pragmatico per quanto concerne la questione dello status" e di "astenersi dal bloccare l'adesione del Kosovo alle organizzazioni internazionali".
    Il progetto di risoluzione votata conferma il sostegno già espresso in passato del PE all'adesione dell'Albania, una volta che i criteri di Copenhagen saranno rispettati. A tal riguardo, i deputati chiedono la fine della crisi istituzionale che è seguita alle elezioni del 2009 e una riforma che garantisca un apparato giudiziario trasparente, imparziale ed efficiente, quali precondizioni per l'adesione.
    La Commissione europea ha proposto che da maggio 2010 ai cittadini albanesi (e quelli della Bosnia Erzegovina) sia permesso di viaggiare nella zona Schengen se in possesso di passaporti biometrici, senza bisogno di visto. Tuttavia, prima della decisione finale del Parlamento e del Consiglio, che dovrebbe essere presa prima della fine dell'anno, sarà compiuta un'ulteriore analisi della situazione per rimediare a una serie di questioni ancora irrisolte.

     

     

    LIBERTÁ CIVILI

     

    IL PARLAMENTO DICE SÌ AL NUOVO ACCORDO SWIFT
    Doc. A7-0224/2010

     

    Risoluzione sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo tra l'Unione europea e gli Stati Uniti d'America sul trattamento e il trasferimento di dati di messaggistica finanziaria dall'Unione europea agli Stati Uniti ai fini del programma di controllo delle transazioni finanziarie dei terroristi

    Il Parlamento ha approvato la nuova versione dell'accordo antiterrorismo sul trasferimento dei dati bancari verso gli Stati Uniti. I deputati avevano respinto l'accordo precedente 4 mesi fa, ma da allora hanno negoziato alcune garanzie e ottenuto che, a partire dal secondo semestre di quest'anno, l'Unione lavori alla creazione di un sistema che permetta di evitare il trasferimento dei dati in blocco verso gli USA.

    La raccomandazione di approvare l'accordo è stata adottata con 484 voti a favore, 109 contrari e 12 astensioni. L'accordo dovrebbe entrare in vigore il 1° agosto.
    Nel mese di febbraio, il Parlamento aveva lanciato un segnale molto chiaro. "Abbiamo fatto capire che il Trattato di Lisbona conferisce delle possibilità e delle responsabilità" - ha dichiarato il relatore durante il dibattito tenutosi il giorno precedente. "Durante i negoziati, il Parlamento ha potuto ottenere dei miglioramenti all'accordo", ha aggiunto.
    Il relatore ha anche sottolineato che l'accordo non copre il trasferimento dei dati all'interno dell'Europa, ma solo quelli che riguardano i movimenti finanziari verso i paesi terzi. In particolare, l'articolo 4 esclude i dati relativi all'Area Unica dei Pagamenti in Euro (SEPA).
    Il compromesso è stato sostenuto dai gruppi PPE, S&D, ALDE e ECR, mentre Verdi/ALE, GUE/NGL e una parte dell'EFD hanno votato contro. Due pareri minoritari sono stati aggiunti alla relazione.

     

    Eliminazione, a breve, del trasferimento dei dati "in blocco"
    Punto principale dell'accordo del PE è l'eliminazione, a breve, dei trasferimenti di dati in blocco. In cambio del loro sostegno, i deputati hanno ottenuto che - entro dodici mesi - s'inizierà a lavorare alla creazione di un sistema europeo equivalente al Terrorism Finance Tracking Programme" (TFTP) nord americano per porre termine ai trasferimenti dei dati bancari non effettuati su basi individuali.
    L'Europa si doterà di una struttura che permetterà il trattamento di basi in loco e il trasferimento solo di quelli relativi a indagini precise.

    Un nuovo ruolo per Europol
    Un'altra novità del nuovo accordo è il conferimento a Europol del potere di bloccare il trasferimento di dati verso gli Stati Uniti. L'agenzia, con base all'Aia, avrà il compito di verificare che ogni richiesta effettuata dalle autorità americane sia giustificata nel contesto della lotta al terrorismo e che la quantità di dati trasmessi sia la minore possibile.

    Un rappresentante dell'UE negli Stati Uniti per sorvegliare l'utilizzo dei dati
    Inoltre, la nuova versione dell'accordo prevede che l'utilizzo di dati da parte statunitense, al solo fine di combattere il terrorismo, sia supervisionato da un gruppo di controllori indipendenti, incluso un rappresentante dell'UE, designato dalla Commissione europea e dal Parlamento europeo. Egli avrà la possibilità di chiedere giustificativi prima di ogni utilizzo dei dati e di bloccare le ricerche a suo parere illegali.
    L'accordo vieta al TFTP americano di procedere al "data mining" dei dati o di profilazione algoritmica o automatica o di filtraggio elettronico. Tutte le ricerche condotte sui dati forniti si devono basare su informazioni o prove preesistenti che inducono a ritenere che l'oggetto delle ricerche abbia un nesso con il terrorismo o il suo finanziamento.

    Diritto di ricorso per i cittadini europei
    Lo scorso febbraio i deputati hanno chiesto che siano garantite ai cittadini europei le stesse procedure giudiziarie d'impugnazione che si applicano ai dati raccolti sul territorio dell'Unione europea. Nel nuovo accordo, si stabilisce che la legge americana deve prevedere il diritto ai ricorsi senza discriminazione di nazionalità.

    Conservazione e cancellazione dei dati
    Le informazioni estratte dai dati sono conservate solo per il tempo necessario alle indagini o azioni penali specifiche per le quali sono richieste. Ogni anno il dipartimento del Tesoro americano dovrà stilare un bilancio dei dati non estratti che non sono più necessari per lottare contro il terrorismo e cancellarli al massimo entro cinque anni.

    Due pareri minoritari aggiunti alla relazione
    Il primo parere, sottoscritto da sei deputati dei gruppi GUE/NGL e Verdi/ALE, rileva che "l'accordo tra l'Unione europea e gli Stati Uniti d'America sul programma di controllo delle transazioni finanziarie dei terroristi (TFTP) non offre le salvaguardie richieste dal PE nelle sue precedenti risoluzioni", in modo particolare per quanto riguarda i trasferimenti dei dati in massa. Inoltre, "il ruolo di supervisione di Europol non è chiaro e implicherà una modifica del suo mandato ... Europol non è un'autorità giudiziaria". Per i deputati, "l'accordo viola chiaramente la legislazione dell'Unione in materia di protezione dei dati" che sono conservati per "un periodo troppo lungo" e le disposizioni dell'accordo relative ai diritti degli interessati "non rispondono affatto ai criteri europei".
    Il secondo parere ritiene che la legislazione proposta sia "illegittima sotto il profilo democratico". Inoltre, "il progetto di accordo è stato messo a disposizione di un numero limitato di deputati solo il 27 maggio scorso". Infine, si ricorda che "i dati finanziari ... appartengono alla persona, non all'Unione europea o al Parlamento".

    Prossime tappe
    L'accordo entrerà in vigore il 1° agosto 2010, per una durata di cinque anni e, in seguito, sarà rinnovabile su base annua. Tuttavia, gli europei e gli americani devono valutare il funzionamento dell'accordo per quanto attiene la sicurezza e i sistemi di controllo, al più tardi entro sei mesi dalla sua entrata in vigore. La Commissione dovrà avviare i suoi lavori per la creazione del TFTP europeo nella seconda metà del 2010 e pubblicare una relazione sui progressi compiuti entro tre anni.

     

    L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti relazioni:

     

     

    AGRICOLTURA

     

    IL FUTURO DELLA PAC DOPO IL 2013
    Doc. A7-0204/2010

     

    Risoluzione sul futuro della politica agricola comune dopo il 2013

    Il Parlamento è stato chiamato ad esprimersi in merito alla relazione sul futuro della Politica Agricola Comune (PAC) dopo il 2013. Si tratta di un documento di iniziativa che rappresenta una base importante per la definizione delle linee guida che il Parlamento europeo intende seguire per l'agricoltura futura, in attesa della comunicazione della Commissione Agricoltura, prevista per fine anno. Per la prima volta, quindi, i deputati indicano, con voce comune, un percorso per avviare un dialogo costruttivo su contenuti e priorità da assegnare per la competitività delle produzioni agroalimentari e per lo sviluppo sostenibile dei territori rurali. Le sfide cui è chiamata l'agricoltura europea sono numerose e di notevole impatto sull'economia di molti Paesi membri ma anche oggetto di dibattito, in ordine al budget di spesa da assegnare all'Unione europea, al fine di rendere proprio tali sfide un'opportunità di crescita del settore agricolo e di sviluppo per molti imprenditori agricoli europei.

     

     

    PESCA

     

    PROTEZIONE DOGANALE PER COMPENSARE ELEVATE IMPORTAZIONI
    Doc. A7-0207/2010

     

    Risoluzione sul regime di importazione nell'UE dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura in vista della riforma della PCP

    Il Parlamento ritiene che le importazioni di pesce giochino un ruolo fondamentale per la fornitura del mercato europeo, ma allo stesso tempo rileva l´importanza strategica dei settori della pesca e dell'acquacoltura, i quali non possono essere trattati con un approccio di puro libero scambio. Un progetto di risoluzione invita a garantire che le importazioni rispettino gli standard europei e che i prodotti della pesca siano classificati come "sensibili" nei negoziati commerciali. Le importazioni di pesce in Europa coprono già il 60% del mercato, e la dipendenza dalla produzione dei paesi terzi è destinata a crescere. Un progetto di risoluzione sul regime d'importazione comunitario della pesca sottolinea che la prossima riforma della politica della pesca dovrebbe riuscire a mantenere vitali i settori della pesca e dell'acquacoltura in Europa. Tenendo conto che la liberalizzazione del mercato sta già avendo un impatto negativo su alcune zone europee di pesca, i deputati della commissione pesca hanno stabilito che una ragionevole e flessibile protezione doganale dovrebbe restare uno strumento legittimo per disciplinare le importazioni. Inoltre, la responsabilità di guidare i negoziati commerciali dell'UE sui prodotti della pesca e dell'acquacoltura dovrebbe essere trasferita dal Commissario per il commercio al Commissario per la pesca. Preoccupati del fatto che il massiccio afflusso delle importazioni in tempi di crisi potrebbe influenzare anche le abitudini alimentari degli europei, i deputati chiedono inoltre dei criteri rigorosi in materia di tracciabilità ed etichettatura dei prodotti in vendita.

     

    Nel dibattito è intervenuto, a nome del Gruppo PPE, ANTONELLO ANTINORO (PPE-I):

     

    "Signor Presidente, signori Commissari, onorevoli colleghi, io intanto volevo ringraziare il collega Cadec per il lavoro svolto, per l'eccellente lavoro svolto in un tema così importante come il regime di importazione in Europa nel settore della pesca. Avevo, come dire, preparato il mio intervento rispetto, per esempio, al tema dell'attenzione che dev'essere posta affinché i prodotti importati seguano le stesse norme sanitarie, seguano gli stessi regimi, ma vedo che è stato trattato da altri, e quindi ritornarci è pressoché inutile ed è una perdita di tempo. Non posso però non cogliere un aspetto fondamentale, che mi è sembrato di, come dire, capire nelle parole del Commissario De Gucht, dalle parole del collega che mi ha preceduto, rispetto a un minimo di conflitto di competenze che oggi c'è tra i due Commissari o tra i compiti che i due Commissari dovrebbero avere. Questo credo che sia, senza ipocrisia, importante da sottolineare, perché, così com'è stato detto, il settore della pesca ha un ruolo fondamentale se vogliamo che i nostri pescatori non continuino a ridurre la loro capacità lavorativa perché glielo abbiamo imposto per rispetto del mare. Se vogliamo che i nostri pescatori non continuino a essere, come dire considerati una sorta di Cenerentola dell'Europa, dovremo dedicarci una maggiore attenzione. Allora, il Commissario Damanaki e anche il Commissario De Gucht hanno manifestato tutt'e due l'intenzione di dedicarsi appieno a tutto ciò, ma io credo che sia importante un'unica linea di intervento e credo che l'aspetto del Commissario della pesca, con tutto ciò che ne comporta poi in sede parlamentare sia fondamentale perché il nodo venga sciolto e questa relazione diventi una prospettiva importante per il futuro."

     

     

    PETIZIONI

     

    RAPPORTO ANNUALE DELLA COMMISSIONE PETIZIONI
    Doc. A7-0186/2010

     

    Risoluzione sulle deliberazioni della commissione per le petizioni nel 2009

    Il Parlamento europeo è stato chiamato ad approvare la relazione annuale della Commissione Petizioni per il 2009. Quasi 2000 cittadini si sono avvalsi del loro diritto fondamentale di inviare una petizione al parlamento, con tedeschi, spagnoli e italiani primi in classifica. Gli argomenti più gettonati sono risultati essere ambiente, diritti fondamentali, giustizia e mercato interno. Il 2009 ha segnato l'entrata in vigore del trattato di Lisbona, che ha posto le basi necessarie per una maggiore e ancor più consapevole partecipazione dei cittadini al processo decisionale dell´UE. La petizione è risultata essere, ancora una volta, un fondamentale strumento di verifica dell'applicazione del diritto comunitario da parte degli stati membri e, in quest´ottica, decisiva è la collaborazione con le autorità nazionali e locali competenti e con la commissione esecutiva, con la quale è indispensabile promuovere un diverso e più efficace livello di cooperazione.

     

     

    DIRITTI UMANI

     

    SITUAZIONE IN KIRGHIZSTAN
    Docc. B7-0419, 0420, 0422, 0423, 042

     

    Risoluzione sulla situazione in Kirghizistan

    In seguito alla Dichiarazione della Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza sulla situazione in Kirghizstan si è aperta una discussione.

     

    Nel dibattito è intervenuto HERBERT DORFMANN (PPE-I):

     

    Click to enlarge"Grazie Presidente, Cari colleghi, Care colleghe, il Kirghizistan è stato creato alcuni decenni fa senza tener conto delle etnie che lo compongono. Questo modo di operare unito alla povertà e la lotta per l'acqua ha portato a tutta una serie di situazioni molto gravi. Se si vuole aver una pace duratura nel regione bisogna affrontare questi problemi così come i problemi che riguardano le minoranze. Io penso che dopo questo lodevole e rapido intervento della Commissione bisognerà continuare a occuparsi della regione. E' compito degli stati proteggere le minoranze e creare delle condizioni affinché gli appartenenti a queste minoranze si sentano sicuri nella regione. Adesso, c'e una nuova leadership politica in Kirghizistan. Insieme i responsabili politici dovranno intervenire. Io credo che la situazione per quanto riguarda le etnie svantaggiate possa portare a fenomeni di fondamentalismo religioso, che potrebbe innescare la miccia dell'odio e della violenza che potrebbe esplodere in tempi rapidi."

     

    L'Assemblea ha inoltre approvato le seguenti relazioni:

     

     

    ALTRI DOCUMENTI APPROVATI

     

    AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI

    POLITICA SOCIALE

    POLITICA REGIONALE

    AFFARI GIURIDICI

    COMMERCIO INTERNAZIONALE